In questi giorni, ovviamente, si discute molto dei blocchi del traffico, della loro efficacia nel contrastare l’inquinamento e più in generale delle nostre città, dello smog, della nostra salute, dei nostri modi vivere e spostarci in città. E già questo mi sembra un buon risultato ottenuto da questa domenica senza auto, considerando che fino a qualche giorno fa l’inquinamento dell’aria sembrava l’ultimo dei nostri problemi e soprattutto l’ultima delle preoccupazioni di chi ci amministra e governa, lo aveva persino scritto il Corriere in prima pagina.
Le concentrazioni di inquinanti non diminuiranno di molto probabilmente, ma le emissioni sì.
E comunque il valore principale di queste iniziative è educativo e culturale: porre al centro del dibattito l’inquinamento e la salute (e magari non la sicurezza!!!).
Se poi lo si fa non solo a sentimento, ma con qualche numero meglio ancora. Come ha fatto Antonio Cianciullo l’altro giorno su Repubblica, ricordandoci come le nostre città siano assediate dal traffico e come tutto ruoti intorno alle auto e non ai cittadini. E quindi molto traffico e poche zone a traffico limitato, aree pedonali, corsie preferenziali per gli autobus (a Milano, come raccontavo, si distruggono quelle appena realizzate), piste ciclabili, poche risorse. Il confronto con le altre città europee è impietoso.
E allora qualche altro numero sulla qualità ambientale delle nostre città e sulle risposte per una mobilità più sostenibile:
- L’assedio dalle auto. Nel 2007 la media italiana è di 598 auto ogni 1.000 abitanti contro la media di 464 dell’Unione Europea; se guardiamo alle città è ancora peggio: a Copenaghen ci sono 27 auto ogni 100 abitanti, a Madrid 32, a Berlino 35, a Londra 36, a Milano 63, a Roma 76.
- Il PM10. L’emergenza inquinamento dell’aria di questi giorni parla da sola ed è comunque una situazione che si ripete ogni anno. La direttiva europea consente 35 superamenti del limite: nel 2009, 57 capoluoghi di provincia su 88 non hanno rispettato questo limite, con valori impressionanti per alcune città (Napoli con 156 superamenti, Torino 151, Ancona 129, Mantova e Ravenna 126, Frosinone 122, Milano 108, Alessandria 102, Pavia 100…Lodi 92…Roma 67). E poi un altro mito da sfatare: da dove viene il PM10? Dalle industrie? Dal riscaldamento domestico? Il traffico veicolare è la fonte principale del PM10 nelle nostre città: a Roma e Milano circa il 60%, a Napoli il 50% e via dicendo.
- Il trasporto pubblico che deve essere competitivo con l’auto. E quindi, ad esempio, metropolitana o corsie preferenziali per autobus: 408 km di metropolitana a Londra, 284 a Madrid, 213 a Parigi, 144 a Berlino, 107 a Barcellona, 106 a Stoccolma, 101 a Monaco e Amburgo…contro i 78 di Napoli (compresi servizi di ferrovia urbana), 75 di Milano, 37 di Roma, 10 di Torino, i 6 di Genova. E le corsie preferenziali: 600 km a Vienna, 289 a Milano, 119 a Torino, 111 a Roma.
- Le biciclette. Per favorire l’uso della biciclette, le piste ciclabili sicuramente non bastano (ci vogliono parcheggi, rastrelliere, bike sharing, zone 30, etc…) ma sono un buon indicatore. Anche qui i numeri sono impietosi: attualmente a Milano i km di piste ciclabili sono 74, 175 a Roma (il dato è sovrastimato perché include percorsi ricreativi), 124 a Torino, 190 km a Modena (la città italiana che ne ha di più), contro i 390 di Copenaghen, i 740 di Monaco di Baviera, i 730 di Stoccolma, i 1.000 di Vienna, etc.
Insomma, agli utili provvedimenti emergenziali come il blocco delle auto, andrebbero affiancati provvedimenti strutturali che consentano di recuperare il divario con il resto dell’Europa e di cambiare le nostre città, affinché siano sempre più a misura d’uomo e non di auto!
Ps: In questo contesto, le affermazioni del ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dell’assessore all´ambiente della Provincia di Lodi, Elena Maiocchi, mi paiono veramente incredibili visti gli incarichi che ricoprono e le responsabilità che ne conseguono, seppur a livelli diversi. Entrambe dovrebbero adoperarsi per cercare di contrastare l’inquinamento e invece il ministro, in una intervista al Corriere, ha affermato “Ma anche che i limiti sulle polveri sottili imposti dall’Unione europea sono in assoluto troppo bassi”; mentre secondo il nostro assessore “Sulla chiusura dei centri commerciali, invece, mi sono informata, nessuno lo può fare e poi i cittadini, purtroppo, non capirebbero.”








[...] di Michele Merola [...]
[...] replica: blocco del traffico in molte città del nord Italia e anche a Lodi. Avevo già sostenuto le ragione del blocco del traffico del 31 gennaio scorso. Pubblico qui sotto una interessante nota [...]
[...] intorno alla soglia dei 40 µg/mc (Lodi, per capirci, nel 2010 è a 34 µg/mc). Tra le europee, le città italiane sono tra le peggiori…rispetto al terzo mondo non siamo messi così male…consoliamoci così! [...]