Scioperi inglesi contro immigrati italiani

italian_strikesCerto che siamo un Paese curioso. Siamo stati per anni (secoli) un paese di emigranti e ora siamo fieramente un Paese che guarda con disprezzo agli immigrati che “invadono” il nostro Paese (trascurando quanto ci siano indispensabili). Salvo poi scandalizzarci perché alcuni operai inglese scioperino contro “gli stranieri (italiani) che rubano il lavoro”. Cioè quello che in Italia è sostenuto da molti, compresi considerevoli settori del nostro Parlamento. Il ministro Sacconi addirittura ammonisce che la libera circolazione dei lavoratori è un principio fondante dell’Unione europea, quando ha appena emanato una direttiva contente restrizioni per romeni e bulgari (loro non aderiscono ancora al Trattato di Schengen), come ricorda il blog di Fiore.
Come si vede nella foto, i nostri operai, visto che sono lì regolarmente per lavorare, stufi di essere insultati, hanno risposto alzando il dito medio e facendo il gesto dell’ombrello. Non oso immaginare cosa sarebbe successo in Italia se qualche romeno o nigeriano avesse osato fare altrettanto.
So che questo post potrebbe essere decisamente impopolare, ma io la vedo un po’ così. Oggi poi dopo l’ennesimo immigrato picchiato e bruciato (si chiama Navtej Singh Sidhu), mi piacerebbe che chi continua a seminare odio, si indignasse un po’, ma con se stesso. Dubito che accadrà
Sul “caso” scioperi inglesi contro gli italiani”, molto belle ed interessanti l’analisi di Ilvo Diamanti “Il nemico straniero in fabbrica” e l’inchiesta di Enrico Franceschini “Nella prigione galleggiante degli italiani – la vita sotto scorta dei “ladri di lavoro”” su Repubblica di domenica.

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3 pensieri su “Scioperi inglesi contro immigrati italiani

  1. Concordo anche io. Certamente il ruolo degli stranieri nel settore dell’occupazione del nostro paese non è di certo basilare ma ha comunque una sua importanza. Sono molti infatti i tipi di lavoro che non vengono svolti più principalmente dagli italiani perchè considerati da quest’ultimi troppo umili, troppo semplici, poco retributivi.
    Se però considero a questo punto la presenza degli stranieri necesaria, d’altro canto ho paura che l’identità nazionale al livello di cultura, popolazione, lingua e tradizione venga in qualche modo modificata dalla presenza sempre più colossale di stranieri…….

    mi aspetto una risposta……………..

  2. Pingback: Clandestini, la pietà svanita « Briciole caotiche

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