Gli italiani snobbano bus e metrò: in città vincono auto e moto

trasportopubblico.gifInteressante articolo di Repubblica (lo incollo sotto) sulla mobilità in Italia: ancora una volta i dati, questa volta di Istat, dicono che gli italiano preferiscono l’auto privata al trasporto pubblico per recarsi al lavoro. Da pendolare convinto dei treni, penso che un po’ è questione di mentalità e pigrizia degli italiani, ma che spesso la qualità del servizio pubblico è talmente scadente (per dire, nell’ultima settimana ho viaggiato in treno sempre in piedi, al caldo, sia all’andata che al ritorno) da scoraggiare chi vuole usare il trasporto pubblico. E poi ci sono, anche qui nella ricca Lombardia, paesi e intere zone completamente non servite da un servizio pubblico che abbia orari e tempi di percorrenze ragionevoli (ne avevo già scritto qui). Chi vuole, o deve perché non ha altri mezzi, usare il trasporto pubblico deve spesso fare numerosi cambi tra mezzi che spesso non sono in coincidenza l’uno con l’altro e con frequenze che comportano lunghe attese. Esempi? Tutte mete che ho frequentato per lavoro, spesso costretto ad andare in auto: provate ad andare da Milano a Muggiò (solo autobus), Cantù (treno, ma poi la stazione è a 4 km dal centro), Trezzano sul Naviglio (treno, ma 1 all’ora), Cerro al Lambro (treno fino a Melegnano, ma poi??)….

L’Istat: solo 13 su 100 sui mezzi pubblici nonostante il traffico
Non scoraggiano neppure targhe alterne, ecopass, soste a pagamento
di Salvo Intravaia

ROMA – Mentre l’Europa promuove la bicicletta come mezzo di trasporto, gli italiani incrementano l’uso di auto e moto. Dopo oltre un decennio, in Italia l’utilizzo dei mezzi pubblici per gli spostamenti di ogni giorno è in calo. E si scopre che, in barba a tutte le politiche locali di lotta al traffico e all’inquinamento, tram e autobus non riescono a reggere la concorrenza del mezzo privato. Ecopass, zone a traffico limitato, targhe alterne, chiusura al traffico dei centri storici, tariffazione della sosta, assieme a tutte le altre politiche di dissuasione messe in campo dai Comuni italiani, non scoraggiano coloro che escono di casa per recarsi al lavoro.

Trasporti urbani ed extraurbani inefficienti o italiani più pigri? In calo anche gli spostamenti ecologici: quelli in bicicletta e a piedi. Il dato, che lascia intravedere un ritorno al passato in materia di mobilità, è stato fornito dall’Istat. Nel 2008 per andare al lavoro gli italiani hanno fatto un massiccio uso di auto, moto e ciclomotori. Con una netta inversione di tendenza rispetto all’ultimo decennio.

Nel 2007, gli italiani che per andare in ufficio hanno usato tram, pullman, autobus, metropolitana e treno sono stati 14 su 100. L’anno dopo, 13 su 100. La flessione del trasporto collettivo è accompagnata da un maggiore utilizzo dell’auto (dal 74,4 al 75,7 per cento) e delle due ruote (da 4,4 a 4,6 ogni cento occupati). Sempre meno anche quelli che raggiungono l’ufficio a piedi o in bicicletta.

Del resto, il tasso di motorizzazione italiano è tra i più alti d’Europa: poco meno di 600 automobili ogni mille abitanti, contro i 500 di Francia e Germania. E nel nostro Paese ci sono 120 motocicli ogni mille abitanti. In Germania se ne contano 48 e in Olanda 36.
“È nostro dovere promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano a emissione zero”, ha dichiarato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea con delega ai Trasporti, lo scorso 12 maggio a Bruxelles nel corso della 15a Conferenza Velo-City (Bicicletta e città).

Tajani ha spiegato che “circa metà degli spostamenti in macchina è inferiore ai 5 chilometri, questo conferma che c’è la reale possibilità di incrementare l’uso della bicicletta”. Mentre il collega Siim Kallas, vicepresidente incaricato dell’Amministrazione, ha aggiunto: “Il 18 per cento del personale della Commissione ogni giorno va a lavorare in bicicletta o a piedi”. Nel nostro paese preferiscono la bici appena 3 italiani su 100, anche se qualcosa si muove. Gli incentivi messi a disposizione di recente dal governo per acquistare una bicicletta, anche senza l’obbligo di rottamare un ciclomotore, hanno fatto impennare le vendite. E in tre settimane il parco bici italiano si è incrementato di 40 mila unità.

Un pensiero su “Gli italiani snobbano bus e metrò: in città vincono auto e moto

  1. Pingback: Contro lo smog scelte politiche anche impopolari « Briciole caotiche

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.