Un altro mondo

obama_cairoÈ un po’ che non scrivevo di Obama. Oggi ha fatto un discorso storico. Davvero un altro mondo. Specialmente se confrontato con il livello del nostro dibattito politico.
Riporto
la traduzione dei passaggi salienti dal blog di Francesco Costa (che ringrazio per il prezioso lavoro  e per i commenti a caldo).

Inizia
Il discorso iniziato, Obama sta ringraziando e introducendo (ha salutato in arabo, se non sbaglio). Non ci sono claque, gli applausi sono tutti veri: Obama ha richiesto che nella sala fossero presenti delegazioni di tutte le correnti e le correntine dell’Islam, Fratelli Musulmani compresi.
Uno di voi
“Non credo che le cose cambino una notte. C’è molta attesa per questo discorso, so che non basterà. Ma sono convinto che per andare avanti dobbiamo aprirci”. Cita un passo del Corano riguardo la necessità di dire la verità ed essere onesti. “Questo è quello che cercherò di fare oggi: dire la verità”. Ora sta parlando della sua infanzia in Indonesia. Si sta accreditando, l’impressione è che funzioni.
Ricominciamo
Sta dicendo che gli Usa non sono un impero ma sono nati combattendo contro un impero, sulla base del principio dell’uguaglianza degli uomini. Ma dovreste sentire come lo dice. Se gli stereotipi devono essere eliminati, che siano eliminati tutti: quelli sull’Islam e quelli sugli Usa “In Usa un uomo chiamato Barack Hussein Obama, è diventato presidente”. Ora parla delle libertà di parola e di religione in Usa, della presenza di musulmani in Usa. “L’Islam è parte dell’America e abbiamo interessi comuni”. La retorica di quest’uomo e la bravura dei suoi speechwriter è impressionante.
Stoccata
“L’America non è mai stata in guerra contro l’Islam. Abbiamo dato la caccia a estremisti violenti che si sono macchiati di colpe immani. Andare in Afghanistan non è stata una nostra scelta, è stata una necessità. Al Qaeda ha ucciso migliaia di persone che non avevano fatto niente. Queste non sono opinioni da essere dibattute: questi sono fatti”. Sta dicendo che se potessero, loro porterebbero volentieri le truppe a casa, se i talebani non volessero uccidere tutti. “Nessuno di noi dovrebbe tollerare questi estremisti: uccidono soprattutto voi musulmani”. Cita il Corano sull’inammissibilità dell’omicidio. Applausi.
Non siamo più quelli di una volta
Racconta dei soldi spesi in Afghanistan e Pakistan per costruire scuole e strutture che migliorino la vita delle persone. “Penso che gli iracheni stiano molto meglio oggi, senza la tirannia. Ora vogliamo lasciare l’Iraq agli iracheni. Non rivendicheremo il diritto ad avere basi o risorse. Ritiro completo delle truppe entro il 2012. Aiuteremo la loro autonomia economica e il loro esercito”. Cita Jefferson: “Spero che il rispetto verso di noi cresca col nostro potere”. “Non tolleriamo la violenza, non perdiamo i nostri principi”. Rivendica il suo stop alle torture di Guantanamo.
“Prima gli estremisti saranno sgraditi e combattuti da voi, prima staremo tutti in pace”.
Israele e Palestina
Depreca l’uso della violenza sugli innocenti, in qualsiasi parte del mondo. “Non è questione di supremazie morali, è questione di sopravvivenza”. Ora questione israelo-palestinese, spiega le ragioni di “due popoli due stati”, interesse di tutti. Chiede ad Hamas di abbandonare il terrorismo e a Israele di smantellare le colonie. “I palestinesi devono vivere in una società sviluppata e moderna. Il progresso deve entrare nelle vite dei palestinesi: è un passo fondamentale sulla strada verso la pace”. “L’Europa ha fatto uno sforzo per perseguire la pace in questa regione, ma non basta: non possiamo fermarci adesso”. “L’America dirà in pubblico quello che dice in privato. Non possiamo imporre la pace. In privato diversi musulmani riconoscono che Israele non sparirà. In privato diversi israeliani riconoscono il diritto dei palestinesi ad avere una terra. E’ giunto il momento di dire in pubblico quello che in privato si riconosce essere la verità”.
Iran
Parla del nucleare in Iran. “Per molti anni l’Iran si è definito in opposizione agli Stati Uniti. Non possiamo rimanere imprigionati nel passato. La domanda non con chi ce l’ha l’Iran, ma che futuro vuole. Sulle armi nucleari non accetto compromessi. Non è interesse americano, è interesse del mondo intero. Capisco chi protesta perché alcuni paesi hanno armi nucleari: non dovrebbe averle nessuno. Per questo lavorerò per un mondo in cui nessuna nazione ha armi nucleari”.
Democrazia
“So che ci sono state delle controversie riguardo la promozione della democrazia. Nessun sistema di governo può essere imposto da un paese all’altro: i governi riflettono opinioni e tradizioni del proprio popolo. Non pensiamo di decidere quello che è bene per tutti. Ma pensiamo che tutti debbano avere il diritto di dire le proprie opinioni, avere una giustizia equa. Il diritto di vivere come si sceglie di vivere non è un’idea americana: è un diritto di ogni essere umano, e lo sosterremo ovunque”.
“I governi che proteggono i diritti dei loro cittadini sono stabili, efficienti e sicuri. L’America rispetta il diritto a tutti le voci pacifiche di essere ascoltate. Rispetteremo ogni governo democraticamente eletto. Government of the people, by the people”. E’ Lincoln, no?
Religione
Un tipo interrompe Obama dicendogli qualcosa tipo “bravo”. Lui fa una pausa, ringrazia, applausi. Ora continua. Racconta della sua esperienza in Indonesia, dove la minoranza cristiana vive tranquilla con la maggioranza musulmana. Parla dell’importanza della libertà di religione. “La forza della propria fede non si misura con la forza con cui si respingono le altre fedi”.
Il velo
“Rispetto le donne che vogliono vivere la loro vita secondo uno stile tradizionale. Ma dev’essere una loro scelta”. Con molta enfasi su “has to”. Ora passa all’economia, ultimo punto.
Impegni
“Non è obbligatorio che il progresso coincida con la perdita delle tradizioni. Le sfide del nostro secolo sono innovazione e istruzione. Inviteremo studenti musulmani a venire a studiare in Usa, e viceversa”. Parla del mondo moderno senza frontiere, di quanto Usa e mondo arabo sono intrecciati, anche economicamente. Ambiente, scienza, tecnologia. “Tutti questi progetti devono essere portati avanti insieme, noi e voi, perché le persone vivano una vita migliore”. Aspettiamo il gran finale.
La conclusione
“So che tutto questo non sarà facile. Ma è nostro dovere arrivarci insieme. Un mondo diverso e nuovo, dove i governi servono i loro cittadini e i diritti di tutti sono rispettati. Questo è il mondo che vogliamo, ma possiamo realizzarlo solo insieme. In molti si chiedono come sarà questo nuovo inizio, altri continueranno a dire che siamo destinati a scontrarci per sempre. Altri sono semplicemente scettici che le cose possano cambiare. C’è paura e sfiducia costruita negli anni. Ma se scegliamo di essere condannati dal passato, non andremo mai avanti. Lo dico soprattutto ai ragazzi, ai giovani di ogni paese: voi avete il paese di disegnare il mondo, di ricostruire un nuovo mondo. Vogliamo impiegare i prossimi anni a combatterci o a lavorare insieme, per dare un futuro migliore a tutti gli essere umani? E’ più facile iniziare una guerra, piuttosto che concluderla. E’ più facile odiarsi, piuttosto che notare le cose che abbiamo in comune. Quella che vi indico non è la strada più semplice ma è la strada giusta. Non dobbiamo fare agli altri quello che non vogliamo venga fatto a noi. Quello che mi ha portato qui è la fiducia delle persone. Noi possiamo realizzare il mondo che vogliamo, ma ce la faremo solo con coraggio. Ce lo dicono la Bibbia, il Corano, la Torah. Siamo tutti uguali. La gente del mondo può vivere insieme in pace. Sappiamo che questo è il progetto di Dio. Ora è il momento di metterlo in pratica”. E’ finito. Dal teatro urlano “Obama, Obama”. Quest’uomo è un miracolo.

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