Post Lingotto

lingottoSabato ho dovuto interrompere il mio live blogging da Lingotto per tornare a casa. Gli interventi salienti comunque erano finiti (li trovate nei post precedenti fino a quello della Serrachiani. Tutti gli interventi sono invece sul blog dei Mille). Avrei dovuto parlare anche io, ma pazienza. A breve pubblicherò l’intervento che mi ero preparato. Mi sono perso le conclusioni di Ivan Scalfarotto, ma le trovate sul suo blog, come anche il suo articolo per l’Unità (anche qui).
Intanto, tra commenti e analisi che girano in rete, il più lucido, come sempre, è Luca Sofri. Condivido moltissimo di quello che scrive.
In una sintesi che più sintesi non si può, penso 2 cose:
1) la giornata di sabato al Lingotto è stata grande: per i contenuti, per aver inchiodato lì i big (Franceschini e Bersani in primis) e per essersi imposti al centro del dibattito politico sul futuro del pd, per il ritorno mediatico che ha avuto l’evento Per questo ringrazio davvero che si è sbattuto per organizzare la cosa.
2) Bisogna però organizzarsi. Aldilà della decisone se presentare o meno una candidatura è necessario, indispensabile, che chi era al lingotto si organizzi e si renda visibile e riconoscibile per chi al lingotto non c’era. In tutte le città e i paesi ci sono sicuramente iscritti e simpatizzanti del pd che vogliono cambiare il pd nella direzione che è emersa al lingotto. E che però non sanno banalmente a chi rivolgersi. Per contare in un partito ci vogliono numeri e struttura, altrimenti si sparisce nella quotidianità della vita dei circoli e si viene mangiati da chi controlla tessere, iscritti e partito. Che al massimo ti dà una pacca sulle spalle dicendoti: “Belle idee, ma adesso lascia fare a noi che siamo professionisti”. Questa è la mia banale risposta alle domande poste da Sofri, al “quindi ora che si fa?” che anche io mi sono posto nella tarda mattinata di sabato al lingotto. Sarebbe utile anche aver un leader con grande visibilità nazionale (poteva essere la Serrachiani), ma è ancora più indispensabile avere un gruppo a cui riferirsi, partendo dai mille e dai piombini, e aggregando intorno a noi tutte le persone che credono in un pd diverso. Altrimenti rischiamo che tutte le belle idee espresse sabato non trovino le gambe su cui camminare.
Ps: la foto l’ho presa tra quelle pubblicate da Carlo Traina su FB.

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4 pensieri su “Post Lingotto

  1. Pingback: Lingotto: il discorso che non ho fatto « Briciole caotiche

  2. Scusa Mick, non ho letto tutto e magari qualcuno ne ha parlato. Ma cosa si e’ detto su immigrazione, clandestinita’, permessi di soggiorno, ecc?

  3. Con un po’ di ritardo!
    Il tema dell’immigrazione non è stato al centro degli interventi del lingotto. Non è tra i temi forti di quel giro, lo sono invece il merito, la ricerca, il rinnovamento e il ricambio generazionale, la laicità… Nel discorso che non sono riuscito a fare al Lingotto, accenno alla questione immigrazione, in maniera molto critica rispetto al clima di demonizzazione che c’è in italia adesso. Con qualche numero per dimostrare la centralità degli immigrati nel sistema economico italiano. Penso che una posizione del genere sia condivisa da molti di quelli che erano al Lingotto. Tu come la pensi?

  4. Grazie Mick, poi ho visto che ne parlavi nel tuo discorso-non discorso…
    Credo che ‘merito, la ricerca, il rinnovamento e il ricambio generazionale, la laicità’ siano fondamentali (merito e ricerca per me poi sono essenziali, capirai). Credo anche che siano sicuramente temi sui quali ricompattare il centro-sinistra, ma che servano a poco se l’obbiettivo e’ vincere qualcosa, oggi o domani, dalle comunali alle politiche.
    A proposito di laicita’, la Binetti e’ sempre in mezzo alle palle? come si fa a essere credibili quando si parla di laicita’ con sta tizia?
    Chiedevo della immigrazione perche’ e’ un problema che, vero o presunto che sia, esiste ed e’ IL problema per un sacco di gente, ma veramente tanta. Secondo te chi vota Lega (10% in Italia, ma percentuali bulgare al Nord) lo fa per il federalismo o per il negher fora dai bal? Io sono per la seconda…
    Eppure da sinistra tutto tace. Quello che dici tu e’ sicuramente vero, ma da uomo di scienza ti posso dire che i numeri confermano una teoria solo quando della teoria sei gia convinto. Altrimenti non li vedi, c’e’ poco da fare.
    E qui mi rendo conto che il discorso si allarga, perche’ nel 2009 non c’e’ un solo stato al mondo con politiche sull’immigrazione “di sinistra”, semplicemente… perche’ non esistono. Ho paura che finche’ non se ne troveranno, dall’altra parte partiranno sempre con un buon 10-15% di vantaggio.

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