G8: Africa e memoria dei vecchi G8

lastampa-africa Mentre sta per iniziare il G8 de L’Aquila, mi piace segnalare 2 cose.
1) La Stampa di oggi esce in un’edizione speciale tutta sull’Africa e il G8. Forse il taglio è un po’ troppo economicista, è pur sempre il giornale della Fiat, e con un abuso di star (da Noemi Campbell a Bocelli), ma è una scelta davvero interessante e coraggiosa. Il neo direttore Mario Calabresi (lo stimo molto) per un giorno ha lasciato il posto a Bob Geldof (!) che ha incontrato Berlusconi ricordandogli gli impegni presi e non mantenuti verso l’Africa: è il titolo di apertura del giornale “Africa, mi dispiace. – Berlusconi a Geldof: abbiamo sbagliato dobbiamo fare di più. – A differenza di tutti gli altri governi, il nostro ha stanziato solo il 3% di quanto aveva promesso”. Ditemi se no è una scelta coraggiosa: aprire sull’Africa e aprire così!
È poi articoli, interventi e interviste di Desmond Tutu (arcivescovo sudafricano, nobel per la pace), Ellen Johnson-Sirleaf (presidente della Liberia), Barack Obama, Roberto Saviano, Bono, Jovanotti, Kofi Annan, Nicholas Stern, Jefrey Sachs, Enzo Bianchi (padre di Bose), Carlo Maria Martina, Romano Prodi, Letizia Moratti, Barbara Spinelli, Tony Blair e molti altri ancora che parlano di molti aspetti dell’Africa: dall’economia alla musica, dalla politica alla letteratura, dalle guerre al turismo, da internet allo sport. Insomma merita davvero! Trovate questo numero speciale in edicola o sul sito della Stampa.
2) Pensando al G8 de L’Aquila non si può non tornare alla memoria di quello di 8 anni fa a Genova, con tutto quello che successe. Ne ho parlato altre volte su questo blog, spesso in occasione dei processi legati agli abusi che ci furono. È passato molto tempo e molte cose sono cambiate. Ma le ragioni delle proteste di allora restano valide. Cito Curzio Maltese dall’articolo “Quel falò di vanità che sarà il G8 dell’Aquila” dal Venerdì di Repubblica di questa settimana:
…A rileggere ora le dichiarazioni degli uomini che avevano in mano destini del Pianeta, cascano le braccia. Non c’era un singolo tema sul quale non avessero torto e invece ragione i ragazzi che fuori manifestavano e venivano massacrati dalla polizia. L’economia verde, l’allarme ambientale, la lotta allo strapotere della finanza, la crescente distanza fra Paesi ricchi e poveri e all’interno delle stesse società ricche, la follia della guerra in Iraq e della dipendenza dal petrolio. Ecco le ragioni per cui a Seattle a Genova si finiva sotto i manganelli o direttamente in galera. E sono le stesse ragioni che, con incredibile faccia tosta, gli stessi potenti di allora, con qualche nuovo socio del club, sbandierano ora nei discorsi, al posto degli slogan passati di moda con la crisi: il liberismo, l’esportazione della democrazia….”.

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4 pensieri su “G8: Africa e memoria dei vecchi G8

  1. Pingback: I successi del G8 e la memoria « Briciole caotiche

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