29 luglio: incontro lodigiano per la mozione Marino – Civati

marinoCi sono cose che si fanno d’istinto, altre che si meditano un po’. Non è che le prime siano migliori delle seconde o viceversa. Semplicemente dipende dagli eventi, dagli umori, dalle circostanze.
Alla fine ho scelto di spendermi per Marino e Civati nelle prossime primarie del PD. È la mia collocazione naturale, sono quelli del Lingotto, sono tutte persone che stimo e ho seguito in questi anni di pd.
Inizialmente avevo deciso di stare fuori questa volta, di non partecipare. Lo avevo anche detto ad alcuni amici. Volevo dare priorità ad altre cose (il lavoro, la famiglia – non ringrazierò mai abbastanza Grazia per la pazienza e il sostegno), anche perché non sono soddisfatto di come sono andate le cose fino ad adesso nel pd: il pd era nato per cambiare la politica, nei metodi e nei contenuti, per rinnovare la propria classe dirigente; doveva essere un partito aperto, inclusivo e plurale, un partito che sceglie la propria classe dirigente per merito e competenza e non per appartenenza a questo o quel gruppo. Ed invece ha tradito le speranze di molti suoi elettori e simpatizzanti, del popolo delle primarie (per questo, secondo me, ha perso alle europee: 4 milioni di voti al nazionale, 12.000 in provincia di Lodi, 4.000 a Lodi città). La mia esperienza non è stata positiva sia per la vicenda della selezione delle candidature alle provinciali, sia per la gestione interna del partito: un partito che non decide nulla, che non discute, che non fa politica, che è un comitato elettorale, che non è protagonista della vita politica lodigiana, ma è semplicemente schiacciato sulle amministrazione locali. Un partito che vive di tatticismi, che non si esprime su nulla e che non decide nelle sede preposte, ma su tavoli non previsti dai propri statuti, sulla base delle solite logiche di appartenenza, che non rispetta le regole (innovative) che si è dato. Un partito che non è neanche in grado di scegliere pubblicamente se stare con Fiorani o con Giulio Cavalli, “per non urtare le sensibilità diverse”.
Ecco, io non mi considero un uomo per tutte le stagioni, non vivo per la politica, né di politica, non ho mai cercato la carriera politica fine a sé stessa, né ho mai praticato la politica per accaparrarmi qualche carica o sistemarmi in qualche ente. Non credo nella politica come professione. Per questo avevo deciso di stare fuori da questo giro.
Invece poi ho cambiato idea. 2 sono state le ragioni principali:
1) ho visto i primi firmatari lodigiani delle altre 2 mozioni (Bersani e Franceshini): sempre li stessi nomi, anche quelli che nemmeno lo volevano il pd, ma che comunque si devo piazzare sempre in qualche posto; non un firmatario che non fosse già dirigente dei ds o della margherita, non un nome nuovo, nemmeno per sbaglio!
2) Ma soprattutto ho avuto, abbiamo avuto, numerose richieste e pressioni di iscritti e semplici simpatizzanti perché ci facessimo interpreti della necessità di cambiare, perché sostenessimo attivamente la mozione Marino – Civati, perché non mollassimo il colpo anche noi. Molte persone da giri completamente diversi. Non potevamo tradire le aspettative di chi ci ha sempre sostenuto, loro sono i nostri riferimenti non le gerarchie del partito.
È l’occasione di creare un gruppo, una rete di persone nel lodigiano che credono nella politica e nel pd come occasione per cambiare, che vogliono un pd diverso (come lo vogliamo lo potete leggere sotto, da www.ignaziomarino.it) per un paese diverso più moderno, più aperto, più giusto, in fondo semplicemente più bello.
Ecco, questa volta possiamo scegliere, possiamo decidere se dare il pd ai soliti noti o se scommettere su un gruppo nuovo, sul cambiamento.
Non potevo non esserci.
Ps: questa spiegazione la dovevo a molti, ma ad Albe in particolare.

In vista del congresso che in autunno designerà il prossimo segretario del Partito Democratico, ci incontriamo
MERCOLEDI’ 29 alle ore 21 presso la sede della Federazione Provinciale del PD di Lodi (al Capanno via Taramelli 8/10)
per una prima presentazione della mozione Marino – Civati.
Una mozione che si differenzia dalle altre innanzitutto perché si pone al di fuori degli schemi classici che hanno caratterizzato questo primo periodo di vita del partito.
Una mozione che propone innovazione e rinnovamento nei metodi della gestione del partito e nella proposta di linea politica.
Le parole chiave che caratterizzano la mozione sono: apertura, coraggio, merito, protezione e libertà.

Nella serata di mercoledì vogliamo incontrarci con tutti quelli che sostengono, apprezzano, condividono o anche solo sono interessati ad approfondire la mozione e decidere, insieme, come organizzarci.

Hanno già dato la propria adesione all’incontro:
Oreste Abbà, Giorgio Daccò, Vncenzo Dossena, Davide Fenini, Marco Frattola. Andrea Frignani, Edoardo Galatola, Michele Merola, Francesco Minojetti, Barbara Onofri, Davide Stroppa, Roberta Vallacchi

Vivi il PD
Farti venir voglia di vivere il PD, è questa la nostra sfida.
Farti sentire rappresentato da un partito che dà voce alle aspirazioni di cambiamento e libertà che si muovono in Italia.
Il PD che ti faremo vivere sarà l’anticipazione del Paese che vogliamo costruire: libero da potentati, che valorizzi il merito di chi lavora e studia, che allarga e rafforza le libertà della persona.
Il nostro PD sarà lo strumento più efficace per cambiare l’Italia,
è questo il partito che vogliamo farti vivere.
Un partito che riparta dalle persone. Dalla qualità e dai bisogni delle loro vite, dalle loro attese e speranze.
Un partito che abbia una direzione politica chiara, frutto della partecipazione dei suoi aderenti e sostenitori.
Un partito che abbia un assetto federale e riconosca l’autonomia dei territori e dei circoli.
Un partito che si assuma la responsabilità di quello che propone.
Un partito aperto e trasparente come vorremmo che fosse il nostro Paese.
Un partito dal respiro maggioritario, che stabilizzi il bipolarismo, che costruisca le alleanze a partire da quello che vuole per il Paese.
Un partito che si dia delle regole comprensibili e semplici, che siano rispettate.
Un partito che rispetti le diverse sensibilità che ne fanno parte, aprendo un dibattito inclusivo e responsabile.
Un partito che abbia a cuore i diritti di tutti. Un partito laico.

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2 pensieri su “29 luglio: incontro lodigiano per la mozione Marino – Civati

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