A Londra in bici contromano si può

eccettoMentre in Italia quest’estate hanno introdotto sanzioni amministrative (tolgono pure punti dalla patente) a chi commette infrazioni in bici, a Londra stanno sperimentando il senso unico “eccetto biciclette”. Ovvero le bici possono andare contromano. Lo racconta Fabio Cavalera nel suo blog e sul Corriere di oggi. L’idea di fondo è semplice: bisogna incentivare in ogni modo l’uso della bicicletta, perché è l’alternativa più valida all’uso dell’auto. Il traffico, anche nelle nostre città, è il responsabile primo dell’inquinamento dell’aria, per cui tutte le alternative devono essere sostenute a partire appunto dalle bici. Su questo blog ho scritto più volte di come siamo indietro in Italia su questo fronte rispetto al resto dell’Europa: a partire dal numero esiguo di piste ciclabili (attualmente a Milano i km di piste ciclabili sono 74, contro i 390 di Copenaghen, i 740 di Monaco di Baviera, i 1.000 di Vienna, i 730 di Stoccolma, etc.). Ma non solo piste ciclabili, servono interventi coordinati per garantire la sicurezza di chi va in bici ed incentivarne l’uso (moderazione del traffico, bike sharing, posteggi protetti, piste, percorsi protetti casa-scuola, etc.) …e poi vale il detto “pedoni e i ciclisti sono come l’acqua, scelgono sempre la via più breve”…e quindi sì anche ai sensi unici “eccetto biciclette” di cui si discute anche in Italia e che alcune città hanno applicato, ma sempre al limite della legge.
Ps: è collaterale a questa notizia, ma il caso in Inghilterra è scoppiato dopo che il capo dell’opposizione è stato multato in bici contromano, mentre andava da casa sua in Parlamento. Senza scorta, senza autista,in bici…un’altro mondo, molto più civile, mentre da noi tutti i politici hanno l’auto blu anche dopo aver finito di ricoprire incarichi istituzionali.


17/09/2009
Bicicletta libera in contromano
Scritto da: Fabio Cavalera alle 22:15
Nel cuore di Notting Hill, qualche mese fa, le telecamere inquadrarono impietosamente un illustre residente del quartiere mentre con la sua bicicletta inforcava contromano Dawson Place. David Cameron, il leader dei conservatori, abita lì vicino e ogni mattina sale in sella e vola verso Westminster. Nessuna scorta, una pedalata veloce, caschetto in testa. David Cameron ha solo un vizio: prende i sensi unici dalla parte sbagliata.

Quel giorno, colto in flagrante si scusò e pagò la multa. Le regole sono rigide e dare il cattivo esempio non è proprio una bel modo di presentarsi per chi aspira a Downing Street. Si cosparse, dunque, il capo di cenere: ”So che obbedire alle leggi del traffico è importante, chiedo scusa”.

In tanti applaudirono David Cameron. A destra e a sinistra. Ma non perché aveva riconosciuto l’errore: era un atto dovuto. Quanto, piuttosto, per la marachella di cui si era reso responsabile, rivelatrice di un istinto che i centomila ciclisti londinesi condividono: l’insofferenza per lo strapotere dell’auto, un sentimento che si manifesta in una crescente “indisciplina” al manubrio.

L’infrazione di Notting Hill è stata la classica ultima goccia: se anche David Cameron si fa beffe della segnaletica che impedisce l’accesso in determinate direzioni, ciò significa che il vaso è colmo. Domanda: come venire incontro ai poveri ciclisti che si avventurano negli slalom in mezzo a colonne di macchine e di double-decker, sfidando pericoli e gas? Come incentivare l’uso delle due ruote? Come convincere i londinesi che con la bici si arriva prima in ufficio?

Semplice. Londra vara un progetto pilota che per ora si limiterà al “Royal Borough di Kensington e Chelsea” ma che i responsabili della circolazione hanno tutta l’intenzione di estendere all’intera capitale, con la benedizione del ministero dei trasport. Se funzionerà, addirittura, potrebbe essere introdotto anche in altre città britanniche.

Si tratta di una piccola rivoluzione: ai ciclisti sarà consentito di risalire contromano le vie a senso unico. Non dovranno più temere di incorrere nelle sanzioni. I cartelli del senso vietato saranno ritoccati con l’aggiunta “eccetto che per i ciclisti”. Il messaggio è chiaro: chi usa la bicicletta non va punito ma premiato. Libertà nella giungla.

Resta da risolvere bun problema, quello dell’incolumità. Pedalare in senso vietato è pericoloso, come evitare gli incidenti? Il Cyclists’ Touring Club ha una proposta pronta: limitare la velocità delle macchine a 20 chilometri all’ora nelle strade di Kensington e di Chelsea interessate al progetto.

Entusiasta il sindaco Boris Johnson, un ciclista “professionista”. Investito in maggio da un camion non ha desistito nella sua battaglia antitraffico e antiauto. Anzi. Per lui è diventata una questione di principio.

Un buon segnale: a Londra la “lobby” dei centomila ciclisti conta sempre di più.

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5 pensieri su “A Londra in bici contromano si può

  1. Anche a Lodi in alcuni punti si può andare in bici contromano. Ciclodi da anni chiede che anche via Castelfidardo goda di questo privilegio, ma non si è ancora capito perché l’amministrazione comunale fa orecchie da mercante….

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