Contro lo “scudo fiscale” chiediamo conto alle banche

scudo fiscaleSegnalo questa bella iniziativa di alcune associazioni lodigiane contro lo scudo fiscale!
Si invita a scrivere alla propria banca chiedendo che rifiutino i soldi dello scudo, come ha fatto Banca Etica (ne avevo parlato qui)!
Si firma anche online.
Ringrazio Paolo Daccò per la segnalazione.

Contro lo “scudo fiscale” chiediamo conto alle banche
Visto quanto è accaduto negli ultimi giorni in Parlamento, sentiamo il dovere di diffondere questo appello sul cosiddetto “scudo fiscale”, che ha assunto i contorni di una sanatoria generalizzata per una serie di gravi reati economici (e non solo, dato che non risulta sia stato previsto per gli intermediari – soprattutto le banche – l’obbligo di segnalazione alla pubblica autorità dei capitali “sospetti” ai sensi delle norme antiriciclaggio).
Si tratta – lo denunciamo con forza, invitando tutti a unirsi in un movimento di dissenso civile – di un provvedimento vergognoso, irricevibile da parte di chi si sente ancora, nonostante tutto, cittadino di questo Stato.
È l’ennesimo colpo di spugna, che calpesta i diritti e la dignità di chi – per forza o per scelta – ha sempre versato le imposte, dando il proprio contributo al benessere di tutti.
Ancora peggio: grazie all’anonimato, combinato o meno con l’uso di prestanome (le cui generalità, pare, non dovranno essere comunicate dall’intermediario a nessun altro soggetto), sarà possibile rimpatriare e “ripulire” ingenti capitali illecitamente nascosti all’estero a seguito di attività criminali.
Ci chiediamo, se quanto sopra risponde al vero: chi lo andrà a spiegare alle vittime di quelle attività criminali, persone e imprese che hanno chiamato lo Stato a difenderle, quando lo stesso Stato ora stende il tappeto rosso a chi si è macchiato di quei reati?
Nonostante questa situazione deprimente, crediamo non sia giusto lasciarsi scoraggiare nè ridurre al silenzio; come cittadini abbiamo il dovere di contribuire ad un cambiamento di rotta, a partire dalla gestione dei nostri risparmi e dei nostri investimenti.
Banca Etica, che nel Lodigiano conta 200 soci, è finora l’unico istituto di credito ad avere dichiarato che si rifiuterà di svolgere il ruolo di intermediario per il rientro dei capitali illecitamente esportati. Ecco allora un passo concreto che ognuno è in grado di fare: chiedere alla banca di cui è cliente come si comporterà rispetto allo “scudo fiscale”, chiudendo e spostando conti correnti e investimenti nel caso in cui la risposta non arrivi o non sia ritenuta soddisfacente.
Ci piacerebbe che questo tipo di “esame”, oltre che da parte di singoli cittadini, venisse messo in atto dal mondo impren ditoriale, da enti e istituzioni locali, dal mondo ecclesiale, dai tanti soggetti che da un lato aderiscono idealmente ai valori della giustizia e dell’etica in campo economico e finanziario, mentre dall’altro compiono scelte di gestione del risparmio e degli investimenti spesso in contrasto con i principi dichiarati.
Lodi, ottobre 2009
Circoscrizione del Lodigiano soci Banca Popolare Etica,
Punto di informazione finanza Etica,
Nodo di Lodi-Rete di Lilliput,
Associazione culturale Adelante!,
Laboratorio per la città

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Un pensiero su “Contro lo “scudo fiscale” chiediamo conto alle banche

  1. Ottima iniziativa, spero che le stesse associazioni prendano (se non lo hanno già fatto) posizione contro i parlamentari assenti dell’opposizione e quelli presenti della maggioranza, che hanno permesso l’approvazione di questa legge infame. Tra l’altro sono molto interessanti le considerazioni di Bruno Tinti sul Fatto Quotidiano di oggi a proposito della firma del Presidente della Repubblica.

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