…e poi uno dice l’antipolitica!

senatoAlcuni ex senatori si lamentano perché verranno privati di alcuni benefit di cui godo in quanto ex senatori: tipo pedaggio autostradale gratuito, voli e treni gratuiti. Si lamentano in particolare perché questi tagli non saranno invece fatti per gli ex deputati che continueranno a beneficiarne.
Gli ex sono 1.058 senatori e i 1.600 deputati, i tagli per i soli senatori (anzi per una parte di loro) consentiranno un risparmio di 1,7 milioni di euro. L’articolo è di Repubblica e lo incollo sotto
La mia prima reazione è stata “hanno proprio la faccia come il culo!” e ho pensato quasi quasi organizzo una petizione in loro favore, poverini!!
E poi però la cosa mi è parsa più grave dal poterla liquidare con una semplice battuta.
Alcune brevi considerazioni:

  1. Siamo in un momento di grave crisi economica, centinaia di migliaia di persone stanno perdendo il posto di lavoro, alcune vanno in cassa integrazione, molte (i precari) non hanno nemmeno quella e dall’oggi al domani si trovano senza lavoro e senza stipendio. Ecco, in questo quadro, il fatto che alcuni ex senatori abbiano il coraggio di lamentarsi dei tagli ai loro privilegi è indici di una politica ormai completamente scollata dal paese, dai problemi delle persone. Che poi a capo di questa “rivolta” ci sia un ex senatore del PCI (Franco Coccia) mi sembra ancora più grave.
  2. Quando, ciclicamente, si ci lamenta degli stipendi alti dei parlamentari, io ho sempre sostenuto che quello che mi ha sempre indignato di più, non è tanto lo stipendio alto (in fondo svolgono una funzione importante, anche se è pur vero che i loro colleghi europei prendono molto meno per gli stessi incarichi), ma il numero elevato di assenze e i benefit di cui godono che spesso non hanno nulla a che vedere con le funzione che svolgono. Perché devono avere la tessera gratuita per il cinema o entrare allo stadio senza pagare?
  3. Queste cose ovviamente valgono anche sul locale. Se è vero, ad esempio, che un assessore del comune di Lodi non guadagna molto (circa 1.400 euro) in rapporto all’impegno di tempo che ci dedica, quello che io non ho mai condiviso e, nel mio piccolo ho sempre cercato di denunciare, è la questione delle nomine nelle aziende pubbliche o comunque controllate: astem, aler, linea, eal, cap, farmacie, etc…Nei consigli di amministrazione di questi enti gli stipendi possono superare anche i 2.000-3000 euro al mese, ed inoltre le persone nominate sono sempre le stesse che girano i vari enti, nominati certo non per competenza o curricula. Sarebbe ora di cambiare!

Chiesto il ripristino di treni e aerei gratis. A Montecitorio le spese degli ex pesano per 2,5 milioni. A Palazzo Madama per 1,7 milioni
Benefit, protestano gli ex senatori
“Qui si taglia, alla Camera no”

Il risparmio previsto è di 1 milione e 68 mila euro
di CARMELO LOPAPA

ROMA – Se il Senato taglia i benefit degli “ex” e la Camera decide di risparmiare ma seguendo altre strade, allora si scatena la bagarre tra i 1.058 senatori e i 1.600 deputati di un tempo. “Perché loro continueranno a viaggiare gratis e noi no?” insorgono i primi all’indirizzo dei secondi.

Non è esattamente quel che si dice una guerra tra poveri. E di questi tempi – tra fabbriche in crisi, cassa integrazione e un esercito di disoccupati – la storia può perfino stonare. Ma tant’è. Tra 60 giorni scatta il colpo di forbici che a Palazzo Madama definiscono “epocale” sui privilegi degli ex inquilini, ma la stessa cosa non starebbe avvenendo alla Camera. E i senatori “pensionati” denunciano ora la “discriminazione” ai loro danni, con il loro “sindacato”, l’Associazione ex parlamentari, che invita il Senato a fermare subito la scure.

Tutto parte il 21 aprile scorso. Il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama (l’organo di autogoverno guidato da Renato Schifani) adotta una delibera con cui, a partire dal primo gennaio 2010, riduce a 291 la platea degli ex beneficiari del pedaggio gratuito autostradale, di voli e biglietti ferroviari finora concessi ai tutti i 1.058. Ma soprattutto di ridurre al minime il carnet per ciascuno di loro, azzerando del tutto il Telepass. Tutte voci che ad oggi hanno comportato una spesa di 1,7 milioni (il grosso però sono gli 81 milioni di euro l’anno in vitalizi). Risultato, dal prossimo anno un risparmio stimato in 1 milione 68 mila euro.

A Montecitorio, dove gli ex sono circa 1.600 e i benefit pesano per quasi 2,5 milioni, non è stato adottato finora un provvedimento analogo. “Abbiamo incontrato i deputati questori della Camera e ci hanno assicurato che lì non avverrà nulla del genere – spiega Franco Coccia, presidente dell’Associazione ex parlamentari – A questo punto abbiamo denunciato la discriminazione. I nostri associati che hanno militato al Senato non possono accettarla. Non ci sono ex di serie A e altri di serie B. Si tratta di benefici minimi di cui dobbiamo poter usufruire tutti”. Coccia, ex Pci alla Camera dalla quarta alla settima legislatura, rientra tra coloro che non sarebbero intaccati dai tagli, ma parla a nome dei tanti colleghi che protestano. “Noi comprendiamo l’esigenza di fare economie, ma non è giusto che venga fatta su costi risibili e a spese degli ex”. Deputati e senatori delle passate legislature che in 307, ricorda poi il presidente, si sono offerti a Palazzo Chigi quali consulenti a titolo gratuito, “e pochi giorni fa l’elenco è stato consegnato al sottosegretario Gianni Letta, che si è impegnato a tener conto della nostra disponibilità”.

Alla Camera però, tanto più sotto la rigorosa gestione targata Gianfranco Fini, non ci stanno a passare per difensori di vecchi privilegi. “Abbiamo semplicemente deciso di affrontare il nodo dei risparmi sul bilancio 2010 – spiega Gabriele Albonetti, deputato questore – Non abbiamo alcuna intenzione di salvaguardare benefit, piuttosto, abbiamo verificato che quegli stessi risparmi, se non maggiori rispetto al Senato, possono essere ricavati con altre misure. Ne discuteremo a breve”. Gli “ex” tuttavia insistono: “Inaccettabile discriminazione”. E ora? “Chiediamo al Senato di ripensare il suo provvedimento – è la proposta del presidente dell’Associazione, Coccia – di fare marcia indietro”. Ma il Senato non la farà. “La linea del rigore per noi è irrinunciabile – mette le mani avanti il senatore questore Benedetto Adragna – La delibera sui tagli entra in vigore dal 31 dicembre e non si torna al passato”.

29 ottobre 2009

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2 pensieri su “…e poi uno dice l’antipolitica!

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