Altre ferrovie: Belgrado – Sarajevo

In queste settimane ho scritto molto di treni. Ma la riapertura, dopo 18 anni, della linea Belgrado – Sarajevo ha tutto un altro significato e fascino…specialmente per chi è stato da quelle parti (sotto incollo anche l’articolo).
Per chi ama quelle terre, ricordo il sito dell’Osservatorio sui Balcani, sempre ricco di notizie, articoli e approfondimenti.

Tutte le altre foto dal sito di Repubblica.

Da Repubblica del 14 dicembre 2009
Riparte il Sarajevo-Belgrado un treno per scordare la guerra

DISTRUTTA dalle bombe, la linea ferroviaria tra Belgrado e Sarajevo fu interrotta nel 1992 quando nella ex Jugoslavia infuriavano i combattimenti tra serbi, croati e musulmani di Bosnia. Diciassette anni dopo, la tratta è stata riattivata e ieri quel treno è finalmente ripartito. L’ espresso 451 impiega un paio d’ ore in più che allora, ma come dice Branko Rogosic, uno dei primi passeggeri saliti alla stazione di Belgrado, «si tratta di un evento straordinario che indica come la Serbia voglia riannodare le relazioni con il popolo bosniaco». L’ espresso 451 era uno dei simboli dell’ età dell’ oro che attraversò la Jugoslavia negli anni Settanta-Ottanta, prima di inabissarsi in una guerra atroce, in cui il maggior numero di vittime si contò tra i civili. Sul treno salivano sia gli uomini d’ affari bosniaci che si recavano nella capitale del paese, sia gli sciatori serbi che andavano sul Monte Bjelasnica, prima che questo venisse infarcito di mine anti-uomo. C’ era una giovane hostess in ogni vagone, carrozze ristorante, tendine ricamate alle finestre degli scompartimenti. In sei ore potevi passare da un caffè in stile ottomano di Sarajevo a una discoteca di Belgrado. Il maresciallo Tito lo definì «il simbolo dell’ unità e della fratellanza tra le nostre sei repubbliche». Ieri mattina, assieme a Branko Rogosic, sull’ espresso 451 sono saliti sedici passeggeri. Nella fredda stazione di Belgrado c’ erano anche molti giornalisti che hanno aspettato la partenza del convoglio. Un convoglio composto da tre vagoni e una motrice. Ognuno dei tre vagoni è di un colore diverso: il primo appartiene alla Republika Sprska, l’ entità serba della Bosnia, un altro alla Federazione croato-musulmana di Bosnia, e il terzo, come la motrice, entrambi rosso fuoco, alla Serbia. Il treno ha prima attraversato il nord della Serbia, è poi entrato in Croazia, e si è diretto infine verso sud-ovest, in direzione della Bosnia. Marijana Kovacevic, ricorda con emozione e nostalgia il treno che prendeva una ventina d’ anni fa: «All’ epoca viaggiavo spesso sul 451 ed era uno dei treni più moderni dell’ ex Jugoslavia». Dice un’ altra passeggera, Zora Kratina: «È vero, oggi il biglietto costa solo 31 euro, ma nei vagoni si muore di freddo. Siamo costretti a viaggiare nella carrozza ristorante, l’ unica riscaldata». Da oggi, quella tratta sarà ogni giorno percorsa da due treni, uno in partenza da Belgrado, l’ altro da Sarajevo. Mentre le cicatrici della guerra si rimarginano lentamente, la riattivazione dell’ espresso 451 è senz’ altro una tappa ulteriore verso la riappacificazione tra i due paesi balcanici.
PIETRO DEL RE

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2 pensieri su “Altre ferrovie: Belgrado – Sarajevo

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