Telenovela Puglia

Che le primarie siano necessarie lo dimostra la scandalosa vicenda della scelta del candidato alle regionali della Puglia. Lo ha scritto molto bene Michele Serra in una sua Amaca di qualche giorno fa (la incollo qui sotto).
Le primarie dovevano essere una dei punti di forza del PD: far scegliere i candidati ai proprio elettori. Così è scritto nello statuto del PD. Avrebbero dovuto distinguerlo in positivo dagli altri partiti. Alla prova del nove (le prossime elezioni in tutte le regioni d’Italia) le primarie sono diventate l’eccezione, non la regola. Pochissimi i casi in cui saranno utilizzate, molte le Regioni in cui si litiga (non solo in Puglia) e ancora di più quelle in cui il candidato è già stato scelto senza che iscritti e simpatizzanti del Pd siano stati minimamente interpellati. Così è stato, ad esempio, qui da noi in Lombardia, dove lo sfidante all’eterno Formigoni sarà Filippo Penati che pochi mesi fa era stato sconfitto alle elezioni provinciali di Milano.
Purtroppo il non uso delle primarie non mi stupisce: qui da noi, per dire, le primarie erano già state fatte saltare per le provinciali di qualche mese fa. Ma allora mi chiedo: che senso a fare le primarie per il segretario nazionale e poi non far scegliere ai cittadini i candidati a governare le nostre città, le nostre province, le nostre regioni?
Sulle vicenda Puglia, e più in generale per le primarie, si sono espressi Civati, Scalfarotto, etc.
Da un lato mi conforta sapere di essere in buona compagnia, dall’altro però, lo confesso, un po’ mi sconforta, perché ho come la sensazione di ricevere una pacca sulla spalla “sì bravi, voi chiedetele, tanto poi non le facciamo”. Mah?!?

L’ AMACA
Repubblica — 30 dicembre 2009
Ma come è potuto venire in mente, al Pd pugliese (e romano) di allestire una catastrofe politica come quella in corso? Come si fa a silurare un vincitore di primarie (Vendola), nonché governatore in carica, senza indire nuove primarie? Ora il povero Emiliano, capito che di quell’ errore marchiano era al tempo stesso artefice e vittima, corre ai ripari chiedendo egli stesso di andare alle primarie. Ma nel frattempo, grazie a non si sa quale cortocircuito mentale, o sciocca prepotenza di apparato, Emiliano è diventato il candidato del Palazzo, l’ uomo imposto dall’ alto: proprio lui che diventò sindaco di Bari sulle ali di una forte simpatia popolare. Il brillante bilancio: uno dei pochi leader pensanti e stimabili della sinistra italiana, Vendola, scaricato come un impiccio. Un uomo di popolo come Emiliano ridotto a cavallo di Troia di D’ Alema e Bersani sulla strada dell’ accordo con l’ Udc. E soprattutto “il partito delle primarie”, unica eccellenza e anche unico riconoscibile connotato, fin qui, del Partito democratico, che mostra di avere paura delle primarie, e preferisce fare i suoi soliti calcoletti nelle solite vecchie stanzette. Voto: zero. – MICHELE SERRA

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4 pensieri su “Telenovela Puglia

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