Balotelli è di nuovo l’eroe di San Siro

Di calcio, come si sa, non ne capisco niente.
Ma (o forse proprio per questo) Balotelli non riesce a non starmi simpatico!
L’articolo del Corriere di oggi (lo incollo qui sotto) mi ha quindi rincuorato, dopo tutte le polemiche di queste settimane.

Perdonato
All’inferno e ritorno: così Mario è di nuovo l’eroe di San Siro
Un gol e gli applausi. E Balotelli può sorridere

MILANO — Un gol da campione sotto la pioggia di maggio per lavare tutti i peccati di primavera e ritrovare l’affetto di una squadra e di uno stadio intero. Una situazione mai vista nel mondo Inter. Mario Balotelli ha battuto tutti i record: il 20 aprile sembrava che la sua storia fosse chiusa. Prima gli insulti che aveva regalato a chi era andato a vedere la partita con il Barcellona (3-1), semifinale di Champions League che aveva avvicinato i nerazzurri a una finale attesa 38 anni; poi quella maglia lasciata sul prato di San Siro, e raccolta da Stankovic, nella speranza che l’episodio scivolasse via. Invece tutti avevano visto tutto e due giorni dopo, quelli della curva Nord gli avevano consigliato di ritenersi un ex. Le scuse del giocatore erano state respinte al mittente e anche i rapporti con il resto della squadra si erano fatti a dir poco tumultuosi, con il ritorno a casa, suggerito da Moratti prima dell’Atalanta. L’aria di Roma, dopo la Lazio e prima della finale di Coppa Italia, e quei tre giorni in ritiro sono serviti a riavvicinare Balotelli al gruppo. Il resto lo hanno fatto la partita con la Roma, qualità e quantità insieme, gli elogi di Mourinho e soprattutto il calcione che gli ha regalato Totti.

Così è arrivata questa domenica molto autunnale, e il ragazzo, che non ha mai amato le situazioni semplici, ha scelto la porta sotto la Nord per il gol che tutto San Siro aspettava per trasformare in un trattato di pace l’armistizio siglato a Roma, con la Coppa in mano. Tornato a essere SuperMario Balotelli alla lettura delle formazioni e applaudito a ogni giocata, si è portato a casa l’abbraccio dei compagni e una standing ovation al gol del 4-1, quel tocco morbido e beffardo, con il quale ha trasformato in oro il passaggio di Maicon. E ha battuto il suo record personale: mai aveva segnato 11 gol in una stagione (9 in campionato, uno in Champions League, uno in Coppa Italia). San Siro è uno stadio che ha bruciato grandi talenti e che ha fatto soffrire anche i giocatori più bravi. Facchetti raccontava che all’inizio della sua avventura interista entrava in campo con i muscoli di marmo, per la tensione: i tifosi ritenevano quel terzino così alto e veloce, ma un po’ macchinoso nei movimenti, privo delle qualità adatte a presentarsi su un palcoscenico tanto prestigioso. E Sandro Mazzola stava per andarsene in prestito al Como, perché anche San Siro, come Herrera, gli aveva votato la sfiducia.

Persino Ronaldo, nel ’99, era stato fischiato e insultato, perché aveva un ginocchio malandato e non riusciva a giocare come nella sua prima stagione. Balotelli non ha mai conosciuto la sfiducia di San Siro per demeriti calcistici. Gli interisti hanno sempre visto in lui il campione per ora discontinuo, ma pronto a incidere anche con un colpo solo, nella storia di una partita. Quasi che si fosse riaffacciato qualcuno capace di ricordare i numeri di Corso. Però sembrava che fossero stanchi di questo ragazzo così testardo da sciupare quanto di buono aveva costruito. L’impresa è stata quella di riuscire ad archiviare a tempo di primato la serataccia con il Barça, quando l’intervento di Moratti lo aveva salvato dall’ira dei tifosi. Così in un colpo solo ha recuperato il rapporto con compagni e i tifosi, perché San Siro è come Milano: esigente, ma generoso con chi lavora bene. Quanto a Mourinho, ha applicato all’ultimo capitolo della vicenda, le parole usate prima della semifinale di ritorno di Champions, quando aveva parlato di sogno (interista) e di ossessione (blaugrana). Giusti o sbagliati che siano stati i suoi metodi, ha dimostrato di non considerare (più) un’ossessione il castigo di Balotelli. Quando ha capito che era arrivato il momento, lo ha rimandato in campo. (Super)Mario non ha tradito. E il divorzio è (per ora) rinviato.

Fabio Monti
10 maggio 2010

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2 pensieri su “Balotelli è di nuovo l’eroe di San Siro

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