Brancher e Fiorani

Gira e rigira si torna a Lodi. L’allegra stagione di Fiorani e dei furbetti del quartierino continua a produrre strascichi e sorprese.
Adesso è la volta di Aldo Brancher.
Appena nominato ministro ad un improbabile dicastero “attuazione del federalismo”, si è subito avvalso della norma sul legittimo impedimento nel processo sulla scalata all’Antonventa dove è sottoprocesso per appropriazione indebita per avere ricevuto soldi da Fiorani (di cui riporto le dichiarazioni, qui sotto) .
Sui suoi precedenti (non curriculum, ma precedenti) si è scritto molto in questi giorni, e ancor di più sono state le polemiche sulla sua nomina a ministro. Come primo atto da ministro si è avvalso del legittimo impedimento e questo ha suscitato le critiche di mezzo mondo, compresi il Corriere (con un fondo di Pierluigi Battista) e  Libero.
Io però a chi a Lodi ora si scandalizza chiedo dove erano quando Fiorani cercava di impedirci in tutti i modi di portare nella nostra città lo spettacolo sulle sue malefatte? Ai politici che allora si dichiarava neutrali tra noi associazioni e Fiorani chiedo di avere almeno il buongusto di tacere.
E ora chiamatemi pure giustizialista!
Detto questo, chi è Brancher? Secondo Wikipedia ai tempi di tangentopoli è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al PSI, ma poi si è salvato perché in Cassazione il secondo reato è andato in prescrizione, mentre il primo è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi II, del quale faceva parte.
Fiorani dichiara in un interrogatorio “Per Aldo Brancher, allora sottosegretario alle Riforme istituzionali e “pontiere” storico tra Forza Italia (il suo partito) e la Lega, avevo quantificato «una somma nel 2003 sul conto della moglie»; «100mila euro nel 2004 che ho consegnato in ufficio a Lodi per ringraziarlo per l’ attività in Parlamento per aiutare Fazio»; e «100mila euro nel 2005», curiosamente proprio gli stessi restituiti a Fiorani da Giorgetti. Più un incrocio complicato con Calderoli, allora ministro delle Riforme istituzionali: «200mila euro a Lodi quando ho consegnato la busta a Brancher che la doveva dividere con Calderoli“.
Tre articoli riepilogativi da Il Post “Ma chi ce l’ha messo?”, “Di cosa è accusato il ministro Brancher” e “Corifei e turiferari” che riprende il ritratto di Aldo Brancher firmato da Giuseppe D’Avanzo su Repubblica di oggi, dal titolo significativo di “Il predone”, la sua lunga storia da prete a manager Fininvest, da tutte le sue vicende giudiziarie alla vita politica (da Il Fatto Quotidiano), un post “Come volevasi dimostrare” di Marco Bracconi e l’opinione definitiva di Di Pietro nel post “Brancher: un nome, una garanzia” sul suo blog.

Update: vedo che anche Giulio Cavalli ne ha scritto sul suo sito.

Un pensiero su “Brancher e Fiorani

  1. Pingback: Napolitano: “nessun legittimo impedimento per Brancher” « Briciole caotiche

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...