“Dissenso e probiviri” di Pierluigi Battista

Sono stato via un wekeend, staccando da tutto.
Rientrando, oggi sulla stampa ho letto di nuove polemiche (così riassunte da Il Post) che probabilmente svaniranno in pochi giorni sommerse da nuove (inutili) polemiche di cui poi nessuno si ricorderà più.
La politica italiana è così: pochi contenuti e progetti, molto chiacchiericcio sterile di fondo.
Invece questo articolo di fondo di Pierluigi Battista (che di solito non amo molto) su Corriere di oggi, pur rifacendosi a polemiche di stretta attualità, penso abbia una validità più in generale, e non solo per il pdl.


Dissenso e Provibiri

Stupisce che un partito che porta la «libertà » nel suo nome si esprima con tanta disinvoltura con il linguaggio dell’espulsione, della radiazione, dell’epurazione. Il partito che caccia via chi dissente è leninista, non liberale. E la non sopportazione della diversità bollata come minaccia e sabotaggio della «giusta linea», è un pezzo del ventesimo secolo che si perpetua in quello nuovo. È la malattia delle oligarchie e delle burocrazie di partito. Una malattia, come usa dire, trasversale: che in questi giorni a sinistra invoca l’abiura di Umberto Veronesi e, a destra, la messa al bando del «finiano» Fabio Granata. Quello di Granata è un delitto di lesa maestà. Meglio: è un delitto d’opinione. Come tutte le opinioni, anche quella di Granata, per definizione, è controversa, discutibile, per di più non immune, a parere di chi scrive, da un certo morbo giustizialista che evidentemente in Italia alligna in tutti gli schieramenti. Ma è un’opinione liberamente espressa. E le opinioni liberamente espresse non dovrebbero ammettere il deferimento ai probiviri del partito, come invece si è imperiosamente intimato nei vertici del Pdl. Semmai i probiviri dovrebbero muoversi in presenza di comportamenti che possano confliggere con i princìpi dell’etica pubblica e con il rifiuto della commistione tra politica e affari. Ma il Pdl è, giustamente, un partito garantista. Non emette condanne sommarie per quegli esponenti del partito, da Cosentino a Verdini, coinvolti in un affaire di cui è difficilissimo scorgere un profilo penale e che comunque godono del diritto costituzionalmente tutelato alla presunzione d’innocenza. Suona perciò bizzarro e incoerente che al posto della prudenza sui comportamenti subentri l’intransigenza, la severità e finanche l’intolleranza quando si ha a che fare con le parole, i giudizi, le opinioni che in ogni partito democratico, a meno che non sia una setta chiusa e soffocante, dovrebbero avere libera circolazione. Nei panni di Berlusconi, leader carismatico e indiscusso del Pdl, ci si dovrebbe preoccupare più degli esercizi di dossieraggio slealmente praticati all’interno del partito per squalificare il rivale o il concorrente (caso Campania) che delle parole, anche ingenerose, manifestate da uno dei suoi dirigenti in odor di eresia. Prevale invece l’allarme per un dissenso dipinto come un complotto e dunque da amputare con ogni mezzo disciplinare. Si alimenta la tentazione della resa dei conti contro i «guastatori» di Fini. Ci si comporta come una fortezza assediata dove il nemico più insidioso è quello «interno », additato come il principale responsabile delle difficoltà in cui versa il partito (e il governo). La sindrome dell’accerchiamento trascina sempre con sé l’invocazione del giro di vite, l’illusione che una stretta repressiva abbia un valore pedagogico e scongiuri la diffusione del dissenso. Ma è il frutto di un accecamento. L’attesa di una scorciatoia nasconde i problemi, senza risolverli. Trattare chi dissente come una molesta anomalia, un corpo estraneo da tagliare soddisfa un bisogno d’ordine. Ma non può essere la risposta liberale di un partito che, aspirando al 40 per cento dei voti, non può che contenere linee e opinioni diverse. Senza affidarsi alle sentenze dei probiviri.

Pierluigi Battista
26 luglio 2010

Un pensiero su ““Dissenso e probiviri” di Pierluigi Battista

  1. FINALMENTE HO CAPITO TUTTO! Fini & Finiani sono pericolosi Comunisti che in atto tentano un pericolosissimo colpo di stato! Speriamo naturalmente che anche i probiviri non siano comunisti – VI SPIEGO PERCHE’ – in questi ultimi anni per decenni sono stato convinto che con il termine “comunista” si intendevano storicamente le ideologie politiche di alcuni paesi o le ideologie di alcuni partiti e dei relativi militanti che così amavano farsi chiamare, decenni di storia da studiare insomma! – ho vissuto, dunque, in questi ultimi anni distratto, nell’ignoranza più assoluta! – non mi sono accorto praticamente, dei nuovi insegnamenti culturali profusi generosamente dal SOMMO ASTRO che da tempo – per grazia di Dio – nobilita e illumina la politica italiana – di questo mi vergogno! Ora però, nel mio piccolo modesto intendimento, vorrei spiegarlo in due parole soltanto a quelli che come me hanno vissuto nel buio e nell’ignoranza assoluta – (intanto mettete da parte enciclopedie, vocabolari o libri di storia, perché ancora non sono aggiornati debitamente) – il termine “COMUNISTA” è semplicemente un neologismo donato al popolo (non solo quello della libertà) dal sommo astro, che in un momento di generosa illuminata ispirazione, ha voluto anche arricchire il vocabolario degli italiani, che finora, stante il prezioso e delicato insegnamento non si è saputo adeguare opportunamente. In due parole, con il termine “COMUNISTA”, si indicano e comunque, diventano comunisti in un preciso istante, tutti coloro che per qualsiasi motivo, in un determinato attimo, sono in disaccordo con LUI, esempio: tutte le Procure in genere, un numero incredibile di magistrati, il CSM, LA Corte Costituzionale, quasi tutti i giornali e le televisioni ingiustamente lontani dalla sua famiglia, forse anche il Papa, ma sicuramente il giornale “Famiglia cristiana”, tutti quelli insomma che osano contraddirlo o che non professano la sua unica religione – ma comunque non facciamo tragedie! LUI ci libererà dai pericolosi comunisti, studierà come nominare personalmente le citate categorie, specialmente i pericolosi magistrati, per vivere tutti felici e contenti! – grazie ASTRO!

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