Corso di Finanza Etica a Lodi

Ricevo e volentieri rilancio!

Vi invitiamo a partecipare alla serata di mercoledì 10 novembre 19. 15 presso la sede del Movimento per la Lotta Contro la Fame nel Mondo, Via Cavour 73 a Lodi:
Le ragioni di una finanza diversa con Marco Deriu
La serata pur facendo parte del Corso Base di Finanza Etica è aperta anche ai non iscritti.
Marco Deriu è ricercatore e Docente di Sociologia della Cultura presso l’Università di Parma, curatore del libro “Il Dolce Avvenire- Esercizi di Immaginazione radicale del presente”.
Quanto del mondo che conoscevamo è andato perso con la crisi finanziaria? E quanto resta da pensare di nuovo prima di riemergere in un paesaggio differente?
Sono queste le domande a cui hanno tentato di rispondere quarantacinque studiosi e studiose di diverse nazionalità – italiani, francesi, tedeschi, statunitensi, canadesi – e differenti discipline – sociologi, antropologi, economisti, filosofi, giornalisti, teologi, pedagogisti, giuristi, biologi, chimici, climatologi, psichiatri e terapeuti, ingegneri, architetti e urbanisti in un libro audace e originale dal titolo evocativo “Il dolce avvenire. Esercizi di immaginazione radicale del presente”, ne parliamo con l’autore, modererà la serata Stefano Caserini-Politecnico di Milano.

La crisi del 2008 non si può dire che sia stata imprevista o improvvisa. La deregulation spinta dei mercati finanziari, l’esplosione dell’indebitamento e le politiche di deresponsabilizzazione degli istituti di credito erano noti. Il primo aspetto da osservare dunque è che entro certi limiti gli attori sociali, compresi noi, sanno di essere presi in un gioco patologico. E comunque continuavamo e continuiamo a giocarlo. Certo la responsabilità degli speculatori, degli istituti di credito, delle agenzie di controllo è infinitamente più grande di quella del cittadino comune. Però, se siamo onesti, dovremmo dirci che nessuno di noi è completamente passivo in questo. Si pensi al tema dei crediti al consumo, dei finanziamenti per gli acquisti, delle famiglie sempre più indebitate, del rischio connesso anche alle carte di credito. È come se tutti noi scommettessimo sul fatto di ottenere più soldi, di migliorare la nostra condizione in futuro. Questo è l’immaginario della crescita che abbiamo tutti interiorizzato. Ma oggi questo immaginario deve essere ripensato. Il secondo aspetto è che questa crisi non può essere limitata ai suoi aspetti puramente finanziari. Chiama in causa il nostro rapporto con le materie prime, con il sistema della mobilità, le nostre abitudini alimentari, le forme della produzione e del lavoro. Di fatto, l’organizzazione stessa della nostra società. (Marco Deriu).

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