Intervista Assessore Cesani: sciopero della fame contro tagli del Governo

Il tutto ha inizio con una mail (la incollo sotto) in cui, qualche giorno fa, l‘assessore ai servizi sociali del Comune di Lodi, Silvana Cesani, annunciava di essere entrata in sciopero della fame per protestare contro i tagli del Governo. I numeri in quella mail sono impressionanti: Fondo Nazionale Politiche Sociali da 929 milioni nel 2008 a 75 milioni nel 2011, Fondo per le Politiche della Famiglia da 346 milioni a 52 milioni (a proposito dello sbandierato impegno del governo per la famiglia!!!), Fondo per la non Autosufficienza da 300 milioni a zero e molti altri ancora.
Lo sciopero della fame è un gesto “estremo”, ancor di più per una persona pacata ed responsabile, oltre che competente, come mi è sempre sembrata l’assessore Cesani.
Ho pensato: se siamo arrivati a tanto, vuol dire che la situazione deve essere davvero grave. È nata così l’idea di intervistarla, con uno scambio di mail, per capire meglio questo gesto.
4 le domande:
1) Quali sono le ragioni che ti hanno portato allo sciopero della fame?
2) Cosa comportano questi tagli su un Comune come Lodi? Quali servizi sono a rischio? Quali iniziative dovrete tagliare? Quali le persone che ci rimetteranno di più?
3) Come proseguirà la protesta? Che altre iniziative avete in mente?
4) Avevi mai fatto un gesto simile per altre cause? Che sensazioni provi?

1) Quali sono le ragioni che ti hanno portato allo sciopero della fame?
Lo sciopero della fame di tre giorni è stato indetto dalla Federazione della Sinistra lodigiana. Sono stata in dubbio fino all’ultimo a mandare la mail perché non volevo fare strumentalizzazioni o, perlomeno, che non venisse vista così la questione. Mi sono confrontata con qualche associazione, operatori sociali con cui lavoro, e alla fine ho seguito il consiglio di rendere più pubblica la decisione in modo da far prendere coscienza di quello che sta succedendo a livello nazionale e quali potranno essere le ricadute nel nostro territorio.

Forse per il 2011 si può cercare di stare in piedi con qualche residuo, tagliando le eccellenze, ma anche questo non è così semplice. Potrebbe succedere di non garantire tutti i servizi. Aumentano le difficoltà delle persone e delle famiglie (circa 90-100 persone arrivano ai servizi sociali di Lodi ogni giorno!) e i finanziamenti verranno tagliati. Sono davvero preoccupata e penso che valga la pena, appena c’è un po’ più di chiarezza sull’entità dei tagli, di fare un momento di confronto per costruire azioni, far parlare, decidere cosa fare.
I tagli previsti dalla manovra finanziaria di luglio ridurranno i finanziamenti agli Enti Locali, andando ad incidere in quota parte sulle spese sociali degli stessi. A questi tagli si aggiungono quelli specifici che riguardano le politiche sociali, il sostegno alle politiche familiari, ai giovani, alla non autosufficienza, al sostegno affitto.
L’insieme di queste due manovre avranno impatti drammatici sul sistema degli interventi di carattere sociale e socio-sanitario presenti nel nostro territorio. Sistema che oggi fornisce una serie di risposte ai bisogni sociali di minori, famiglie, persone in difficoltà, anziani, disabili, e soprattutto la platea di persone in estrema povertà a seguito degli effetti della crisi economica.
Come ho detto lo sciopero della fame è un gesto simbolico, mi rendo conto che è una piccola cosa, ma c’è bisogno di alzare la voce su questo problema e di far crescere consapevolezza.
2) Cosa comportano questi tagli su un Comune come Lodi? Quali servizi sono a rischio? Quali iniziative dovrete tagliare? Quali le persone che ci rimetteranno di più?
Rispetto all’impatto che questi tagli avranno sul Comune di Lodi non è facile a dirsi. Quelli previsti dalla manovra di luglio andranno a spalmarsi su tutti i settori. Ad oggi però non sono ancora tutte quantificate le minori entrate. Invece per il sociale, il Fondo per la Non Autosufficienza, notizia di questi giorni dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), potrebbe sparire già dal 2010 (solitamente arrivano a fine anno per l’anno successivo), oltre alla scelta di eliminarlo definitivamente per il 2011. Per il Lodigiano parliamo di una cifra attorno a 1.500.000. Le entrate per Lodi città sono tra 200/250.000 €. Vanno a pagare i titoli sociali per le persone non autosufficienti che restano al proprio domicilio, interventi e servizi per i disabili gravi.
Se guardiamo poi al Fondo Nazionale Politiche Sociali: nel 2008, a valere sul 2009, ci sono stati 1.600.000 per il lodigiano; nel 2009, a valere sul 2010, 840.000 (la Regione ha trattenuto per sé quest’anno ben il 53% del Fondo destinato ai Comuni); non sappiamo ancora oggi la cifra per il 2010 a valere sul 2011! Per Lodi città stiamo facendo i conti proprio in questi giorni su quanto entrerà in meno.
La questione del Fondo Nazionale Politiche Sociali è importante perché a cascata mette in discussione anche le cooperative sociali e le associazioni che lavorano per il Comune e che ricevono finanziamenti su questa partita.
Pare che nel decreto milleproroghe, dopo la protesta dei comuni, vogliano aggiungere qualcosa ai 75 milioni previsti per il 2011 (nel 2008 erano 929!!)
Infine, tieni conto che se salta anche il Fondo Provinciale anticrisi (per pagare le richieste pervenute sul bando 2010 mancano circa 200.000€) avremo problemi a sostenere le persone e le famiglie che la crisi ha messo in difficoltà.
3) Come proseguirà la protesta? Che altre iniziative avete in mente?
Per le iniziative future stiamo pensando ad una azione nei confronti della Provincia. Per quanto mi riguarda come assessore, una volta che il quadro sarà un po’ più chiaro, vorrei aprire un confronto con quelli che operano con il Comune per fare una sorta di “patto sociale” per decidere come tenere in piedi il sistema di protezione sociale, tracciando insieme le priorità. Già da adesso sarebbe utile un dibattito in città (giornali?).

4) Avevi mai fatto un gesto simile per altre cause? Che sensazioni provi?
Nella mia esperienza mi sono trovata a compiere azioni forti, ma sempre con altri, per un obiettivo condiviso da molti. Ti assicuro che in queste occasioni la condivisione è un valore che porta forza. Questa volta mi sembra un compito arduo ed un esercizio di pochi. Ho avuto paura quando abbiamo deciso di utilizzare questo gesto e ci ho pensato un po’. Ho avuto anche il timore che, essendo una gesto simbolico, potesse essere letto come strumentale e quindi non utile.

Oggi posso dire che ho sentito la vicinanza di molti e sono contenta che almeno il gesto sia servito a svegliare e a rendere un po’ più consapevoli del disastro che abbiamo davanti. La parte difficile ora è quella di organizzare un movimento attento e presente su questi temi.
Il silenzio assordante di tanti e le battutine di alcuni mi fa dire che purtroppo la strada è molto in salita, anche a Lodi.

Ecco la mail dell’Assessore Silvana Cesani con i numeri dei tagli
Carissimi/e,
in questi giorni ho deciso di aderire allo sciopero della fame. Il perchè è semplice: è ben evidente che la crisi economica sta portando ad un progressivo impoverimento un grande numero di persone e di famiglie.
Dal mio osservatorio ho la consapevolezza che tale situazione sia destinata ad aggravarsi, soprattutto in relazione ai tagli previsti dalla manovra finanziaria nei trasferimenti agli Enti Locali.
A questi si aggiungono, drammaticamente, i tagli al settore delle politiche sociali e della non autosufficienza che sono attualmente in discussione in Parlamento.
Parliamo di tagli importanti:
2008 2011

-Fondo Nazionale Poilitiche Sociali 929 Milioni 75 milioni

-Fondo per le Politiche della Famiglia 346 milioni 52 milioni

-Fondo per le Politiche Giovanili 137 milioni 32 milioni

-Fondo per l’inclusione degli Immigrati 100 milioni zero

-Fondo per la non Autosufficienza 300 milioni zero

-Fondo Affitti 205 milioni 33 milioni

e così per altri fondi (infanzia, pari opportunità ecc)

Con questo quadro di riferimento è chiaro che non solo le persone e le famiglie si troveranno ad affrontare una situazione drammatica, ma vedo il rischio di implosione del sistema di protezione sociale che è stato messo in piedi. Quel sistema integrato, pubblico-privato sociale, che pure con difficoltà abbiamo cercato di avviare nel nostro territorio. Azione, questa, certamente non ancora compiuta ma che ha permesso di riconoscerci reciprocamente e di stare dentro ad un percorso che vede una serie di risposte date ai bisogni sociali locali.

Dentro a questa situazione sento tutta la responsabilità del ruolo che ricopro e penso che sia necessario non tacere.
Per questo ho aderito allo sciopero della fame,atto puramente simbolico per la portata della situazione, ma penso e spero che i gesti possano ancora avere un significato.

Con cordialità
Silvana Cesani

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