Il futuro in gioco, degli studenti e non solo

Mi piace questa foto. L’energia, l’allegria, il sorriso…il futuro.
Della riforma Gelmini non si capisce granché (qui un approfondimento da Il Post). Di certo ci sono i tagli. Di certo c’è una bella protesta perché in gioco c’è il futuro. Il futuro incerto di una generazione precaria. Lo è già la nostra, in buona parte.
Ne scrive molto bene Sergio Maistrello sul suo blog che riporto qui integralmente (via Mantellini).


Ma io mi ostino a pensare che questa protesta, geniale e coinvolgente, degli studenti che si prendono i luoghi simbolo d’Italia non sia tanto contro questa riforma e contro questo governo. Quelli sono il pretesto, la notizia buona per i titoli del tg. La scintilla che innesca. Mi piace invece pensare che stiano protestando per lo sfascio, per l’arroganza, per il cinismo, per la miopia che gli ultimi venti o trent’anni di storia italiana, con governi di ogni colore, hanno riservato loro. Per lo stato in cui è ridotto l’intero sistema della formazione nazionale, per la precarietà degli edifici, per la prostrazione degli insegnanti, per la tristezza delle ultime riserve di potere, per il tedio dell’ennesima riforma che sai già destinata a impoverire ancora. Per lo spettacolo disonorevole di questi anni. Mi piace pensare che questi esuberanti giovanotti abbiano trovato il coraggio, la motivazione e l’intuizione per fare quello che noi ex-studenti sfuggiti per un soffio al collasso, noi genitori che portiamo a scuola la carta igenica per i nostri figli, noi adulti tramortiti al pensiero dell’eroismo quotidiano che ci sarebbe richiesto, non siamo stati capaci di fare: ritrovare dignità, alzare la voce, riprenderci – almeno simbolicamente – ciò che ci spetta. Per questo trovo quei monumenti occupati un’immagine potente come non se ne vedevano da anni. Per questo auguro a tutti noi che non si stanchino o non siano distratti troppo presto. E per questo, come altri in queste ore, penso che su quei monumenti dovremmo esserci anche noi.

3 pensieri su “Il futuro in gioco, degli studenti e non solo

  1. come sono belli i nostri ragazzi ! con i loro striscioni colorati sulle vecchie pietre del loro passato , le mani tese nel tentativo di afferrare almeno qualcosa del loro futuro;
    quel futuro rosa che tante volte avevamo loro promesso quando erano ancora bambini e che consideravano e consideravamo un loro diritto nonchè un nostro dovere; avevamo fatto credere loro che sarebbe stato impegnativo ma alla loro portata conquistare un posto nella società del futuro , libera ,moderna , multietnica, multimediale, multicanale, multimilionaria…. Bisognava studiare, prendere buoni voti, imparare le lingue, diplomarsi , laurearsi …. ma poi tutto sarebbe andato a posto.
    Come faremo adesso a dire loro che non è così , che erediteranno un paese allo sfascio dove lo stato latitante ha già da tempo abdicato al suo ruolo primario: quello di guida della società civile e democratica.
    Come faremo a spiegare loro come fa un galoppino intrallazzatore e semianalfabeta a guadagnare più di un ricercatore universitario e come fa una professoressa di liceo a guadagnare meno, ma molto meno, di una escort ?
    Come si fa a chiedere ad una figlia intelligente e graziosa di passare la sua vita sui libri o in laboratorio per diventare un buon medico, quando otterrebbe molto di più facendosi presentare a chi saprebbe senza alcun dubbio valorizzare al meglio le sue …capacità?
    Ce la faranno i nostri eroi a riprendersi la vita ?
    Spero proprio di si, perchè noi di certo non siamo più in grado di dargliela una seconda volta…

  2. Pingback: “Caro Mario” di Concita De Gregorio « Briciole caotiche

  3. Pingback: Ancora sulla riforma dell’Università « Briciole caotiche

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