A fianco del popolo libico

Sento molti politici (non mi interessa di quale parte) e commentatori dichiarare di guardare con preoccupazione a quanto sta accadendo nei Paesi arabi “per loro e per noi italiani che siamo il primo Paese al di qua del mare“.
Io dico invece che dovremmo guardare con entusiasmo popoli che si ribellano a regimi dittatoriali, che lottano per la propria libertà, che cercano la democrazia.

Per anni abbiamo fatto affari con quei governi (l’Italia, ad esempio, nel biennio 2008-2009 è stata il primo fornitore di armamenti al regime di Gheddafi per oltre 205 milioni di euro), per anni abbiamo vantato la superiorità della nostra civiltà e abbiamo giustificato le nostre guerre per esportare la democrazia.
Ed ora che autonomamente interi popoli cercano il proprio riscatto, alcuni pacificamente altri subendo repressioni con migliaia e migliaia morti, noi cosa facciamo? Ci preoccupiamo della possibile “invasione” di immigrati che poi in realtà non sono altro che disperati in fuga da selvagge repressione! E invece dovremmo sostenerli come abbiamo fatto con i popoli dell’Est Europa al tempo del crollo del muro di Berlino. Avevo 12 ma ricordo la forza di quelle immagini in tv!

Anche oggi dovremmo emozionarci e gioire con loro, libici, tunisini, egiziani…e auspicare che questa onda di speranza e libertà dilaghi in tutti i Paesi del Medio Oriente.

Sul blog sto seguendo quanto sta accadendo al di là del Mediterraneo, qui segnalo innanzitutto il presidio di domenica mattina a Lodi in sostegno del popolo libico organizzato dal PD (sul tema dei presidi avevo scritto una cosa un po’ dubbiosa qualche tempo fa, ma sta volta mi sembra doverso…merito al pd per averlo promosso!). Nel mare di commenti e riflessioni (oltre alle solite fonti indicate già più volte, ad esempio qui), segnalo alcune cose più particolari:

  • l’Osservatorio sui Balcani che prova a ricercare elementi comuni tra il 1989 nell’Europa dell’Est e quanto sta accadendo oggi nel mondo arabo;
  • il giornale online Linkiesta che intervista Ferruccio Pastore, esperto di politiche migratorie, che prevede che i flussi migratori resteranno principalmente interni all’Africa;
  • un articolo Farid Adly, giornalista di Radio Popolare, che racconta la protesta in Libia vista da suo nipote di 15 anni che vive lì (via il blog Piovono rane);
  • un articolo di Khaled Fouad Allam sul Sole24Ore sul ruolo del web nelle rivolte di queste settimane (che in realtà è rimasto nella chiavetta in ufficio quindi lo pubblicherò il prima possibile!).

Un pensiero su “A fianco del popolo libico

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