Su Pisapia, il centrosinistra e Milano

Io penso questo: che il centrosinistra ha ottenuto questo incredibile risultato a Milano perché per la prima volta da anni ha messo in campo un progetto veramente alternativo al centrodestra. Ha smesso di inseguire la destra e la Lega (il modello Penati per intenderci) e di presentare candidati pseudomoderati fotocopie sbiadite del centrodestra che per di più tutti sapevano sarebbero spariti un secondo dopo la sconfitta. Abbiamo passato anni ad inseguire un fantomatico centro ed invece questa volta abbiamo presentato un modello culturale radicalmente diverso anche su temi critici. Abbiamo smascherato la demagogia più becera della Lega, penso emblematicamente al tema dell’immigrazione (e penso al lavoro culturale, ancora prima che politico, che stanno facendo esperienze come On the Nord e persone come Pippo Civati). Abbiamo ritrovato le nostre parole d’ordine: la solidarietà, la ricchezza della diversità, la trasparenza, la legalità. Smettendo di scimmiottare la destra sulla sicurezza, ad esempio.
Questa penso sia stata la differenza che questa volta ha permesso di ottenere un tale risultato: Pisapia e tutto il centrosinistra sono riusciti a disegnare un’idea alternativa di città (penso al tema della mobilità sostenibile e dell’ambiente) e anche ad emozionare e scaldare gli animi, abbandonando una visione ragionieristica della politica. Questo ha permesso di recuperare gli scontenti, i delusi e suscitare nuovi entusiasmi.
Da qui bisogna ripartire per tutto il centrosinistra. Senza dimenticare la vicenda determinante delle primarie: mai si sarebbe arrivati a questa candidatura senza primarie (le obiezioni sarebbero state: è un candidato troppo di sinistra, ci vuole una persona più moderata). Ancora una volta le primarie si dimostrano una marcia in più per il centrosinistra per la capacità di mobilitazione che sanno suscitare nel suo popolo e per la qualità dei candidati (lo stesso Boeri, comunque una figura esterna alle logiche partitiche, su cui il PD ha scommesso mettendo coraggiosamente in gioco sé stesso, e che ha preso ieri oltre 12.000 preferenze).
Poi naturalmente (per evitare letture eccessivamente semplificatorie) ci sono altre ragioni legate ai candidati (la pacatezza di Pisapia contro le urla smodate della Santanchè e i manifesti di Lassini che accumunavo i magistrati alle BR), alla delusione verso cinque anni di amministrazione della Moratti, alle beghe interne al centro destra…etc., etc., etc…ma la mia lettura di fondo è quella di essere finalmente riusciti a costruire un’immagine di una Milano diversa. Ora non resta che realizzarla!
Update: tra le varie analisi, segnalo le considerazioni di Popolino (Paolo Cosseddu) su PD, alleanze, terzo polo, grillini…un quasi decalogo delle cose da fare che condivido!

3 pensieri su “Su Pisapia, il centrosinistra e Milano

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