Non ci lasciano neanche morire come ci pare

Nel Paese del bunga bunga ma guai a riconoscere diritti (e doveri) a coppie non sposate e magari dello stesso sesso (brrr!!!);
nel Paese di decine di leggi ad personam ma è vietato fare la fecondazione eterologa (salvo che tu abbia i soldi e allora puoi andare a farla all’estero);
nel Paese di politici inquisiti e condannati per 1.000 reati, strapagati e che non si sa come hanno sempre qualcuno che gli paga gli appartamenti ma è “il tempo è difficile, servono sacrifici” per i cittadini normali non certo per loro (persino Galli Della Logia sul Corriere scrive del malaffare della politica italiana);
nel Paese in cui tutti i principali leader della destra sono così attenti alla famiglia che ne hanno 2 o 3 ma probabilmente fosse per loro non avremmo la legge sul divorzio;
nel Paese in cui sono tutti per la difesa della vita (mai più un nuovo caso Englaro) ma poi nessuno vuole accogliere i profughi che scappano dalle guerre e qualcuno propone di sparare sui barconi;
nel Paese della doppia morale e dell’ipocrisia (si fa ma non si dice, perché tutti sanno che negli ospedali si fa già come scrive anche Facci su Il Post) adesso non ci lasciano nemmeno decidere se vogliamo l’alimentazione e l’idratazione artificiali…o meglio ce lo fanno scrivere (con tutta una procedura burocratica) ma poi è solo un “orientamento” e a decidere saranno i medici.
È dite pure che sono demagogie.

update: è esattamente quello che rappresenta Makkox in una sua vignetta oggi sul Il Post (vista grazie al profilo fb di Francesco Cacellato).
update2: anche Piovo rane racconta che “i diritti civili stanno diventando sempre di più un’esclusiva dei ceti abbienti. I diritti civili per censo.” (questa volta grazie al profilo fb di Marco Frattola).

6 pensieri su “Non ci lasciano neanche morire come ci pare

  1. Ho provato a sostituire la parola “morire” con la parola “nascere” nel titolo del tuo post, e allora la prospettiva è cambiata, mi è venuto da pensare alla legge sull’aborto e al concetto di libertà.
    Che cosa è la libertà ? Decido Io di nascere o per gli altri se debbono nascere e come ? E di morire ? Decido io quando morire e lo Stato mi deve assistere ?
    La libertà senza amore è cieca.

  2. Carissimo Giancosmo,
    il titolo era una provocazione.
    Cmq evidentemente abbiamo idee diverse. Naturalmente io rispetto le idee degli altri. Mi chiedo semplicemente perché mi debba essere imposto il tuo (il tu da qui in avanti è generico) punto di vista, la tua morale. Questa considerazione vale naturalmente nel caso le mie azioni non comportino danni a terzi.
    Prendiamo il divorzio: sei contrario? Benissimo non divorziare, ma perché non dovrei farlo io? E sorvoliamo sul fatto che, come ho scritto nel post, non c’è un leader di destra che non abbia almeno un divorzio alle spalle (Berlusconi, Casini, Bossi, Fini) eppure tutti si dichiarano pro famiglia.
    Prendiamo la fecondazione eterologa: ritieni che se dovessi trovarti in quella situazione non ricorreresti al seme di altri. Benissimo. Ma perché non posso farlo io? Perché tu lo ritieni immorale?
    E prendiamo il caso in oggetto: qui nessuno chiede allo Stato di assistermi per farmi morire (quella è l’eutanasia, su cui potremmo parlare), si chiede semplicemente di non alimentarmi a forza qualora mi dovessi trovare in futuro in uno stato vegetativo. Io oggi esprimo questa volontà, perché se questa circostanza si dovesse verificare sarei impossibilitato a farlo. La legge dice che se anche questa volontà è manifestata esplicitamente non conta nulla. Altri decideranno per me. Io non lo trovo giusto. Tu vuoi essere alimentato forzatamente anche in coma vegetativo. Perfetto. Nessuno te lo impedisce. Io invece non potrei far valere la mia volontà. Questa legge me lo impedisci, perché i legislatori lo ritengono sbagliato. Aggiungo che io non so bene cosa farei. Ma mi chiedo: se qualcuno volesse così, chi sarei io per impedirlo??
    Mi fermo qui, ma potrei fare altre mille esempi…
    Grazie del commento.

  3. Scusami Michele, se non rispondo punto per punto.
    Credo che non ne valga la pena in questi termini; sì, è vero, abbiamo opinioni diverse, ma possiamo discutere cercando di usare ciò che ci unisce e che abbiamo entrambi: la nostra umanità, fatta di ragione e cuore.
    Allora, ti dico: ma nella fecondazione non c’è anche un terzo (no, non guardare in alto) che porta con sè dei diritti ? E allora che diritto abbiamo di fabbricarlo a nostro uso e consumo e voglia, usando tutti i mezzi della scienza e pretendendo anche l’avallo dello Stato attraverso le leggi ? E’ vero amore questo ? Dove è il confine tra desideri e diritti ?
    Riguardo il fine vita e questa legge, (forse) necessaria solo per l’invadenza della magistratura dove la legislatura è sempre stata poco dettagliata..
    La vita è relazione, anche la morte lo è, e traggono la loro dignità proprio dalla relazione. Allora, come si fa a chiedere a chi ti ha assistito e curato di vederti morire, e morire addirittura di fame e di sete, per una volontà dichiarata in un tempo lontano, dove solo una ragione astratta dal reale ti ha consigliato ?
    Tu ed altri dite: lo chiede la legge della libertà individuale, io dico che questo non me lo si può chiedere, come persona e come Stato.
    Aggiungo anche che preferisco di gran lunga un mondo ed una politica che spendano fiumi di parole (come queste) per favorire le buone cure e l’assistenza fino alla fine, piuttosto che garantire facili scorciatoie per gli scomodi disperati.

  4. Quindi proseguendo su questa scia…
    …perchè dovrei poter fare Ingegneria quando chi mi vuole bene vuole che faccia Medicina?
    …perchè dovrei poter volere un futuro mediocre e tranquillo, quando chi mi ama vuole per me una vita piena di successi e pubblici elogi?

    …dove finisce l’amore degli altri e inizia l’amor proprio?

    …quando l’amore degli altri deve comprendere le volontà dell’amato?

    …quando l’amore diventa tetro attaccamento ad un qualcosa che non ci appartiene e si tramuta in paura di perdere qualcosa che non si possiede?

  5. Caro Giancosmo,

    scusa la battuta, ma scrivi come un prete, pochi argomenti e tanta poesia.

    Ti faccio notare che le domande e affermazioni di michelemerola si capiscono, le tue francamente no. Giusto un esempio, anche se tu “non rispondi punto per punto perché non vale la pena in questi termini” (quali termini? termini razionali?).

    michelemerola: «Prendiamo il divorzio: sei contrario? Benissimo non divorziare, ma perché non dovrei farlo io?»
    Giancosmo: «È vero amore questo?»

    Ancora Giancosmo: «io dico che questo non me lo si può chiedere, come persona e come Stato.» (sei tu lo Stato??)

    Non commento poi «sull’invadenza della magistratura». Prova l’abisso tra chi ha dato Diritto all’università e chi ascolta Berlusconi in tv. Perché le opinioni mie e tue dovrebbere avere pari valore? (in questo caso specifico, si intende)

    Saluti e pace eterna fratello

  6. Mi inchino dinanzi a tale abissale dimostrazione di conoscenza del Diritto, ma ricordo pure che il Diritto delle società assolutiste è stato sempre estremamente dettagliato e i tiranni sempre molto ligi nel manutenerlo e nell’esercitarlo, per cui diffido dell’uso improprio.
    Mi sembra pure, ma il prof. Anonnimo mi correggerà, che il diritto sia lo specchio di una comunità di persone che, prima, decidono laicamente quali siano i loro valori fondanti e poi li applicano nelle leggi che si danno.
    Io stavo parlando di questo, il Diritto viene dopo.
    P.S. Grazie per il “prete” e “poeta”. Se penso ai molti preti e qualche poeta che ho conosciuto, non posso che considerarli complimenti.

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