Angola di nuovo…e tornano le piogge (di Laura Beltrami)

La seconda puntata del diario di Laura dall’Angola…da Huambo per la precisione (che poi è pure su wikipedia con una storia molto ricca).
Qui la prima puntata, con la presentazione.

Angola di nuovo…e tornano le piogge

Siamo di nuovo tutti qui, in questo paese strano, affascinante per alcuni aspetti e desolante per altri.

Il rientro mi ha riservato alcune novitá, belle e brutte, ovviamente.

Bella:I bambini hanno finalmente cominciato come si deve a frequentare il nido: ci stanno dalle 8 a mezzogiorno e io mi sono liberata un po’.

Brutta: abbiamo dovuto cercare casa, perché il proprietario voleva alzare ulteriormente il prezzo (quando ci aspettavamo che lo abbassasse, per via dei lavori che abbiamo fatto nella casa…). Alla fine rimaniamo qui, allo stesso prezzo, ma é stata una lotta! Il fatto é che non volevamo creare ulteriore confusione ai bambini…Mi aveva fatto tenerezza la reazione di Pablo quando siamo arrivati a casa qui a Humabo, dopo la vacanza italiana: saltava in macchina, come un matto, al culmine della gioia! Questa da sola era una buona ragione per non fare un altro trasloco! Alla fine, comunque, non ci siamo mossi da qui, il proprietario ha lasicato il prezzo invariato e noi siamo contenti!

E che me ne faccio del mio tempo libero?

Sto cercando qualche impiego in ONG o centri che si occupino di educazione. Ho giá parlato con il direttore di una grande comunitá per bambnini orfani o in stato di abbandono. Il bello di questo centro é che cerca di dare una dimensione familiare, non é un istituto insomma. Ci sono tante casette con una decina al massimo di bambini e una signora che fa la “mamma”. Sono un po’ come le nostre comunità familiari. Il bello é che hanno anche un programma di prevenzione dell’abbandono dei bambini, portato avanti nelle comunitá della zona…mi piacerebbe lavorare in questo campo, ma vedremo! Qui é tutto lento e non so quando riusciró a cominciare.

E quindi? Non crediate che me ne stia con le mani in mano: sto imparando a cucire a macchina! É un mio desiderio da secoli, ma non avevo ancora avuto tempo/voglia/occasione di cominciare davvero, ma ora ci siamo. Pensate che ho una macchina di quelle vecchie (mia nonna l’aveva uguale), con il pedale e la ruota e la struttura in ghisa nera tutta decorata tipo art decó. Troppo bella! Per ora siamo alla “costura dereita” (andare dritto insomma) come dice il signore che mi insegna…bem deretinha!

Ho la macchina da maggio, ma ancora non poteva funzionare perché aveva sempre qualche problema, e l’avventura per trovare il tecnico che l’aggiustasse merita un racconto: pura esperienza angolana.

Ovviamente prima degli eventi che sto per raccontare ci sono stati altri vari tentativi andati a vuoto, ma non meritano nessuna menzione di fronte al trionfo!

Mi trovavo da mesi nella situazione di dover trovare qualcuno che aggiustasse la mia macchina nuova che non aveva mai cucito nemmeno un punto.

Passando in macchina nella baixa, la zona commerciale di Huambo, avevo notato il negozio di un sarto. Chi meglio di lui poteva darmi indicazioni ed aiutarmi? Allora mi sono presentata a questo vecchio signore, dall’aspetto nobile e orgoglioso del suo lavoro, chiedendo chi poteva aggiustare la mia macchina. Facile? Mica vero, perché bisonga rispettare la forma, il galateo locale, che ancora mi risulta un po’ ostico…cosí che ci ha pensato Albano, l’autista della FAO che mi accompagnava.

Per capirci, una cosa che per noi richiede mezzo minuto, qui é un po’ piú lunga. Ë andata piú o meno cosí:

Entriamo, ci guardiamo intorno per capire che “o chefe”, il capo, e lo indentifichiamo nel famoso vecchio sarto dal nobile aspetto.

Albano: buongiorno.

Sarto: buongiorno

Pausa

Albano: como pasó a noite? (é um saluto típico dell’Umbundu, Il gruppo étnico locale, che non augura un buongiorno, ma chiede come é stata la notte precendete, o la mattina, se siamo giá dopo mezzogiorno. La gente qui lo usa sempre, anche parlando portoghese)

Sarto: bene, grazie. E lei, “como pasó?”

Albano: bene grazie

Pausa molto piú lunga.

A questo punto Albano racconta della mia macchina , delle varie disavventure e, finalmente, chiede se il signore potrebbe raccomandarci una persona capace di aggiustarla.

Ecco, io sarei entrata, avrei detto uno sbrigativo buongiorno generale a tutti i presenti e chiesto se per favore conoscevano un tecnico per aggiustare una macchina da cucire, avrei magari aggiunto che avevo questa macchina e non funzionava…ma poco di piú…e sarei sembrata maleducata e sgarbata.

Insomma, il signore ci da il nome del signor Pedro, che lavora in una fabbrica (non ho capito cosa fanno) qualche strada piú in basso. Ci andiamo, ma il signore non lavora piú lí, degli operai ci raccontano che sistema le macchine di una scuola professionale 100 metri piú avanti, ma non sappiamo dove sia. Una delle signore ci accompagna fino al posto.

Nella scuola peró non troviamo Pedro, ma solo un signore (che sta cucendo) che sia chiama Francisco (ma tutti lo chiamano Tio Chico). Ci dice che Pedro non va più alla scuola perché non ci sono piú corsi di cucito, perché mancano professori (solite stranezze angolane), ma sa dove vive. Purtroppo non é in grado di spiegarcelo perché si trova in una zona di quelle tutte costruite a caso, senza vie chiare, con casotte di tutti i tipi, dove vive la maggior parte della gente. Per fortuna dice che ci puó accompagnare! Tutti in macchina e a cercare Pedro allora. E qui la fortuna ci bacia proprio in mezzo alla fronte, perché mentre entriamo nel bairro (il quartiere), Tio Chico ci segnala una moto! É proprio Pedro che se ne va chissá dove, ma noi riusciamo a fermarlo! Cosí, dopo aver riportato Tio Chico al lavoro, mi porto a casa il tecnico e lui aggiusta la mia bellissima macchina. Intanto mi metto anche d’accordo con Tio Chico perché venga ad insegnarmi.

Tutto questo a richiesto un paio d’ore (anche perché ogni volta c’é la solita trafila di convenevoli!), mica come cercare sulle pagine gialle on line il numero e chiamare…ma volete mettere il divertimento? Sembrava una caccia al tesoro! E per giunta ho vinto il primo premio!

E, oltre tutto il resto, la cosa piú significativa é che sono cominciate le piogge.

Ë emozionante quando per giorni vedi il cielo che sembra gonfiarsi, il vento che aumenta e aumenta e spazza tutto con violenza, e pensi che é il giorno, che é la prima pioggia. E poi non cade nemmeno una goccia e aspetti ancora, con pazienza e un fremito nuovo, mai provato.

E poi arriva il giorno.

Tic

Tic

Tic

Titititititititititititic

Ma piove? Sta davvero piovendo? E giá vedi tutti in strada, a ricevere in faccia questa benedizione aspettata da mesi. La seca é finita, cominciano le piogge.

In campagna questo deve essere ancora piú forte, finalmente si puó ricominciare a coltivare le terre piú lontante dai corsi d’acqua (qui non ci sono opere di canalizzazione), e quindi avere piú cibo. Ma anche in cittá é una cosa unica.

Pablo ed Agata si divertono tantissimo: indossano stivali e impermeabile, afferrano l’ombrello e…fuori! Hanno fatto cosí almeno con la prima decina di temporaloni, ora forse cominciano a stufarsi appena un pochino, perché ormai piove tutti i giorni, senza scampo!

Insieme alle piogge sono ricominciate le mega infiltrazioni d’acqua in casa…ma succede solo quando piove storto (diciamo nell’80 per cento dei casi!). Abbiamo giá provato a fare venire alcune imprese, ma ancora nessuno si é presentanto a guardare questo benedetto tetto…spero di risolvere prima del rientro in Italia.

Altre amenitá? Stanno ricollocando i cavi elettrici lungo le strade (sottoterra): da settimane Huambo viene sventrata lungo il bordo delle strade, scavano dei grandi solchi lungo i marciapiedi che, per fortuna degli operari, sono solo di terra. Questa settimana é toccato alla nostra starda. Voi pensereste che, in qualche modo, penseranno alle persone che devono uscire dalla proprio casa? Assolutamente no! Chi non si é svegliato abbastanza presto, si é ritrovato con la macchina bloccata in cortile, perché ormai tra il cancello e la strada c’era un solco di almeno 50 centimetri. Lo sventurato puó sempre muoversi a piedi, no? Si, ma per farlo deve superare una montagna di terra proprio fuori dal cancellino, saltare il baratro e scavalcare un’altra montagna di terra,o meglio di fango, visto come sta piovendo ultimamente!

Verso mezzogiorno, quasi tutti avevano posizionato delle tavole di legno tra la porta e la strada, ma la situazione é davvero ridicola..soprattutto per un nostro amico che proprio sabato (ovvero il secondo giorno di lavori) si é fatto male e si é trovato con una gamba ingessata! In quelle condizioni, e non avendo ancora le stampelle, non poteva certo passare! Per ció si é fermato tutto il giorno (e la notte) da noi, che, per fortuna, tempo fa avevamo cementato il tratto di marciapiede davanti al cancellino, per non infangarci ogi volta che uscivamo di casa.

Ormai manca poco al nostro rientro…vedró moltissimi di voi e mangeró tante cose buone! Che bello.  Non vedo l’ora!

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2 pensieri su “Angola di nuovo…e tornano le piogge (di Laura Beltrami)

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