Un San Valentino speciale (o meglio normale)

Qui si hanno famiglie (una sola per carità, prima che qualcuno fraintenda…) che alcuni definirebbero regolari, si è sposati con tutti i crismi (in realtà mancherebbero quelli religiosi), non si è fatto nemmeno un giorno di convivenza prima del matrimonio e si hanno pure dei bimbi fatti come una volta…
E forse proprio per questo non ho mai sopportato le ipocrisie sul matrimonio, specialmente da parte di quei politici che frequentano i palchi cattolici dei family day ed hanno alle spalle diversi matrimoni (perché loro ci tengono così tanto alla famiglia da averne 2 o 3). E ancora meno sopporto la visione a senso unico della famiglia, come se tutto ciò che fosse diverso da come piace ad alcuni dovesse essere la norma per tutti. Come se solo loro fossero i titolati a parlare in nome della famiglia. Si vuole aiutare davvero la famiglia (e le donne): si aprano più asili nidi pubblici! E magari non si taglino le poche agevolazioni fiscali (come nell’ultima finanziaria del precedente Governo).
I diritti dei gay sono una battaglia di civiltà per tutti, come i diritti per le coppie non sposate (e per i loro figli) e come, è tutto un altro argomento, il diritto di cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri (come i molti compagni d’asilo dei miei figli).
Dovrebbero essere valori comuni in un paese civile, che almeno diventino la bandiera della sinistra. Questo è il mio auspicio.
Ed è per questo che mi piacciono molto iniziative come quelle nate spontaneamente da Civati e Scalfarotto. E anche il bel video qui sotto dell’Arcigay sulla canzone “Ti sposerò” di Jovanotti.
(E mi piace questa politica un po’ movimentista, una politica fatti di blitz che comunicano più di mille convegni, che di solito io per primo organizzo…ma questo è un altro discorso che meriterebbe un altro post ad hoc).

7 pensieri su “Un San Valentino speciale (o meglio normale)

  1. Purtroppo certi messaggi fanno fatica a passare. Meglio il populismo di Celentano. Siamo lontanissimi da un “paese” che possa dirsi civile dove il cambiamento e le diversità terrorizzano, dove se un bambino di 5 anni non gioca a pallone è un problema, dove se un adolescente legge e non va in discoteca è strano. Consiglio a tutti lo strepitoso libro che ho comprato alcuni giorni fa, per bambini, ma in realtà per tutti, “Animali di Versi” di Uovo Nero Edizioni, bello sino alle lacrime.

  2. Ricordo a tutti un antico proverbio Africano: per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio. Non c’ è bisogno d’altro. Il mondo è andato avanti fino ad ora e andrà avanti per sempre, nonostante guerre, carestie e odio d’ogni genere, proprio grazie all’aiuto reciproco e alla difesa dei più deboli. Tanto i cattivi di oggi non ci saranno più fra cent’anni.
    Paolo

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