Torti e ragioni della TAV in Val di Susa: 12 aprile a Lodi

Allora, mettiamola così: ci sono cose (poche) su cui ho le idee molto chiare, altre invece che è davvero un casino. Tra quest’ultime sicuramente la TAV in Val di Susa. Io amo i treni (nonostante le vicissitudine da pendolare) e credo che in generale che l’Alta velocità sia un’occasione per promuovere una mobilità più sostenibile, per rendere il treno concorrenziale rispetto all’auto e all’aereo. È così ad esempio in Francia: l’ho sperimentato l’anno scorso lasciando l’auto a Lione e prendendo l’alta velocità per Parigi, 2 ore in treno contro più di 4 in auto. È così anche in Italia per la tratta Milano – Roma.
Lo stesso si potrebbe dire sul trasporto delle merci, dove l’Italia è fanalino di coda in Europa, con solo l’8% delle merci trasportate via ferrovia.
Ora però essendo in Italia è tutto più complicato: i costi della TAV già realizzata sono, in maniera imbarazzante, più elevati che in qualsiasi altro Paese (su questo alcune puntate di Report e molti molti articoli, tra cui questo da Panorama). La vicenda della TAV in Val di Susa andrebbe poi studiata nelle università come caso esemplare di non-gestione del conflitto e non-concertazione con il territorio.
Perché poi, a valle di tutto, mi sembra davvero paradossale che l’emblema dello sviluppo sbagliato, della lotta alle infrastrutture inutili sia dovuta diventare una ferrovia, nel Paese delle colate di cemento, delle autostrade ogni dove, degli aeroporti ogni 50 km, delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, degli investimenti in strade e non nel trasporto pubblico (si veda la vicenda della TEEM la Tangenziale Est Esterna di Milano, dove la promessa compensazione con l’allungamento della metropolitana M1 da San Donato a Paullo non ha più i finanziamenti)….
Per tutte queste ragioni, e molte altre ancora, segnalo con piacere l’iniziativa “TAV in Val di Susa: le ragioni e i torti”, dopodomani giovedì 12 aprile alle 21 all’Informagiovani a Lodi con 2 universitari come relatori.
Sotto il volantino.
Pubblico anche la lettera di Michela Sfondrini e Stefano Caserini che hanno promosso la serata.
Sul blog di
Prossima Lodi poi alcuni link.

Tema di grande attualità è quello della costruzione della “TAV in Val di Susa”. Pur se in una zona lontana da Lodi, si tratta di un opera rilevante non solo per l’ingente spesa prevista per le casse pubbliche, ma anche dal punto di vista culturale e da quello relativo alle priorità per lo sviluppo del Paese in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando.
Al di là dei fatti più recenti, gravi e spesso drammatici di cui abbiamo avuto ampio resoconto giornalistico, e dai cui aspetti violenti non si può che prendere le distanze senza ambiguità, la vicenda della TAV e della Val di Susa non può e non deve essere ridotta a questione di ordine pubblico, da delegare alle forze dell’ordine. La contrapposizione può essere superata “solo da una politica intelligente, lungimirante e coraggiosa” come hanno sostenuto tra gli altri, Don Luigi Ciotti e Ugo Mattei, Livio Pepino e Marco Revelli, in un recente (e per ora inascoltato) appello rivolto a chi, sul tema, ha il potere e la responsabilità di decidere. Appello che ha fatto seguito a quello, inoltrato da ben 360 tra docenti universitari, ricercatori e professionisti, lo scorso 9 febbraio al professor Mario Monti e contenente l’identica richiesta di un confronto che, partendo da dati scientifici, numeri e bilanci abbia a riconsiderare, sul piano della logica, la necessità stessa dell’opera attraverso un tavolo di confronto reale su opportunità, praticabilità, costi ed eventuali alternative.
Un Governo di “tecnici” come quello attuale, legittimato nel suo esistere, prima ancora che dal sostegno del Parlamento, dalla sua competenza sulle cose, come può non accettare il confronto, su una partita così “tecnica”, con altri “tecnici” cui non può certo rivolgere l’accusa di incompetenza?
Da cittadini interessati a ciò che attiene alla comunità – non la comunità ristretta geograficamente o rinserrata ideologicamente – ma intesa in senso condiviso e appartenente a tutti e a ciascuno, abbiamo creduto necessario proporre, anche sul nostro territorio, una occasione per mettere a confronto le posizioni contrapposte e che ci consentisse di sapere e, di conseguenza, di capire e, ancora, di decidere le ragioni di chi sostenere e perché.
Per questo motivo abbiamo organizzato, con l’adesione di numerose realtà associative e partitiche del territorio, un dibattito sul tema “TAV e Val di Susa, le ragioni e i torti”, che si terrà Giovedì 12 aprile, presso il Teatrino dell’Informagiovani a Lodi, alle ore 21, attraverso il confronto tra due docenti qualificati, Oliviero Bacelli dell’Università Bocconi e Andrea Debernardi, dell’Università Bicocca. Si tratta di un appuntamento al quale invitiamo la cittadinanzaa ad intervenire nella convinzione che sollevare il velo della poca consapevolezza sul tema e creare una occasione di incontro tra diversi – che vorremmo si replicasse anche là dove le decisioni possono e devono essere (ancora) prese e prese nel modo più democratico possibile – sia non solo importante ma necessario.
Stefano Caserini e Michela Sfondrini

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