L’arroganza del potere


Lo scambio su twitter tra Gasparri e un comune cittadino dà l’idea (più di mille inchieste giudiziarie) del livello a cui siamo arrivati, dell’infinita arroganza e del senso di intoccabilità e impunità della nostra classe “dirigente”. (di questo episodio ne scrivono Civati, riprendendo Il Nichilista (da lì l’immagine qui a lato), e anche Francesco Lanza).
Se penso al periodo di tangentopoli, allora i politici si dimettevano per un avviso di garanzia, oggi nemmeno dopo le condanne di primo grado o le confessioni (emblematico il caso di Lusi, reo-confesso ma ancora deputato sebbene in arresto).

Non ho seguito bene lo scandalo alla Regione Lazio, ho ormai una sensazione di profondo disgusto per queste vicende che si susseguono a distanza di pochi mesi senza che mai nulla cambi davvero, ma mi aveva colpito un articolo su Il Corriere in cui Fiorito e altri coinvolti nello scandalo riproponevano di candidarsi nuovamente alle prossime elezioni
Ha intenzione di ricandidarsi?
«Embé… sì, per forza!».
Non è scontato.
«Come sarebbe a dire? È il mio lavoro, ormai!».”
Questa è la vera antipolitica (L’Espresso la chiama la Pork Repubblic).

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