Ancora sulla Provincia: le resistenze localistiche

Naturalmente già si son scandalizzati tutti: l‘unione delle Province di Mantova, Cremona e Lodi è un colpo di stato del Governo”, “è una decisione calata dall’alto“, “viola l’autonomia dei territori“.
Dopo mesi passati a litigare con Cremona sì, Milano no, meglio Piacenza...” senza alcuna discussione sui contenuti, un inutile ricorso al Tar che infatti è stato respinto, inutile deroghe richieste per salvare 3-4 province lombarde, alla fine il Governo ha deciso (che poi ancora non ci credo che questa riforma vedrà davvero la luce definitivamente). Dice il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi: «Non possiamo pensare che una riforma importante come questa possa venir meno solo per delle resistenza localistiche». Come dargli torto? Dal basso, purtroppo, nessuno rinuncerà mai alla propria bandierina. “E non finisce qui. «Bisognerà andare avanti riflettendo sia sulle dimensioni delle Regioni sia sul numero dei Comuni: sono 8 mila, troppi, e la metà ha meno di 5 mila abitanti»”. Come dargli torto (2)?
La vicenda dell’accorpamento delle Province poteva essere l’occasione per ripensare alla gestione amministrativa del nostro territorio (lo avevo scritto in un articolo ad agosto): il Lodigiano (con una popolazione di poco meno di 230.000 abitanti) è suddiviso in 61 comuni di cui ben 53 sotto i 5.000 abitanti (di questi addirittura 18 con meno di 2.000 residenti e 7 con meno di 1.000, compreso un comune che supera di poco i 50 abitanti).
Siamo sicuri che sia la soluzione più efficiente? Che garantisce la migliore qualità dei servizi ai nostri concittadini (visto che una dell’obiezioni è che l’accorpamento delle Provincia comporterebbe riduzione dei servizi)? Forse di questo si dovrebbe discutere.
Per fortuna qualcun altro avanza l’ipotesi che l’accorpamento possa essere un’opportunità per il territorio: scrive infatti il mai banale Francesco CancellatoSiamo sicuri che il nostro problema di domani sarà la perdita di prossimità tra il cittadino e le istituzioni, come paventano Foroni, Guerini e molti dei Sindaci dai voi intervistati? Non è che invece il vero problema, nella breve storia della provincia di Lodi, sia stato proprio quello di un’eccessiva frammentazione nella pianificazione, di un’eccessiva duplicazione delle funzioni, di un eccessivo peso dei troppi, piccoli interessi particolari? Per non essere irrilevanti, da domani, ci toccherà soprattutto porre rimedio al nostro patologico localismo, con buona pace di quelle forze politiche che nell’attuale assetto avevano buon gioco a spartirsi poltrone e posti nei consigli d’amministrazione.
La mappa è tratta dall’articolo del Corriere citato prima.

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