Un giorno di ordinaria follia da pendolare

pendolari_10_12_12(1)In 10 anni di pendolare della linea ferroviaria Lodi-Milano non avevo mai vissuto una giornata di totale delirio come ieri.
Sostanzialmente, come si può leggere oggi su tutti i giornali (sotto Il Cittadino con mia testimonianza), nel weekend c’è stato il passaggio al nuovo orario e a un nuovo software informatico per Trenord. La coincidenza delle due cose, con il software che ha dato problemi, ha fatto sì che non a tutti i macchinisti siano arrivati gli orari con i propri turni di lavoro, per cui moltissimi treni non avevano il macchinista. E quindi il delirio totale.
Oggi in molti chiedono le dimissioni di Giuseppe Biesuz, Amministratore Delegato di Trenord.
PS: Nel frattempo oggi Giuseppe Biesuz è stato messo agli arresti domiciliari per bancarotta di una sua ex società.
Io, per raccontare la mia esperienza, sia all’andata che al ritorno ci ho messo un’ora e mezza, tra treni cancellati, treni presenti ma senza personale, zero informazioni, risse con ferroviere e Polfer, annunci sbagliati e un freddo polare! Nel frattempo, come suggeriscono i comitati dei pendolari, ho fatto reclamo ufficiale sul sito di Trenord (ci vuole un attimo! Bisogna indicare precisamente un treno e il disservizio, non lamentele in generale). Altri pendolari hanno fatto denuncia per interruzione di pubblico servizio. Testimonianze sul gruppo facebook dei Pendolari di Casalpusterlengo.

ALL’ANDATA.
Arrivo in stazione a Lodi verso le 8:05 e dal tabellone si capisce che ci sono enormi problemi: tutti i treni hanno ritardi dai 20 minuti in su. L’altoparlante annuncia che iI Suburbano 23130 da Lodi a Saronno delle ore 7.53, in ritardo, è in partenza dal primo binario. Mi precipito.
Mi siedo, considerandomi fortunato, ma nonostante venga ripetuto più volte l’annuncio della partenza, dopo 20 minuti si diffonde tra i passeggeri la voce che il treno non partirà (nessun annuncio ufficiale). Si scende, e dopo 30 minuti dall’orario ufficiale della partenza, la beffa finale: si intuisce che il treno sarà soppresso. Siccome non c’è alcuna informazione e molti treni diretti per Milano vengono trasformati in locali fino a Milano per recuperare i pendolari delle fermate intermedie, mi infilo nel gabbiotto del capostazione (zona off limits), schivando la Polfer, per capire quale sia il primo treno diretto per Milano. Naturalmente insulti e urla reciproci.
Preso il primo diretto, arrivato a Rogoredo la situazione di delirio è analoga: sul tabellone non è indicato alcun suburbano in partenza e tutti i treni hanno ritardi enormi o sono cancellati (come da foto). Naturalmente nessuna informazione dagli altoparlanti e in biglietteria vengo respinto perché “noi facciamo i biglietti, non sappiamo nulla dei treni in arrivo e in partenza. Siamo un’altra società”. A quel punto mi attacco al citofono della sala del capostazione (sul primo binario, dove c’è scritto “ingresso consentito solo al personale autorizzato”) e dopo un ferroviere sgarbato che mi insulta, risponde un altro che gentilmente mi dice che verifica (“sì in effetti c’è stata qualche sbavatura“) e di citofonare dopo 2 minuti. Così faccio e finalmente sono informato che il Suburbano 23134 arriverà e partirà con 15 minuti di ritardo (in realtà poi quasi 25). Alla fine arrivo a Porta Venezia dopo le 9:30.
AL RITORNO
A Milano Porta Venezia il Suburbano 23247 delle 18:19 per Lodi arriva con soli 10 minuti di ritardo. Ma arrivati a Rogoredo siamo invitati a scendere perché manca il macchinista che avrebbe dovuto dare il cambio. La scena sul binario è quella apocalittica delle foto, con la Polfer schierata e i dipendenti Trenord mortificati.
Fatti passare un paio di treni su cui era impossibile salire, prendo il regionale 2661 per Mantova in ritardo che naturalmente viene trasformato in locale fino a Codogno. Arrivo a Lodi dopo le 19:45, il treno a quel punto ha praticamente un’ora di ritardo. Comunque fortunato rispetto a chi si è dovuto far venire a prendere a Rogoredo in auto.

(CLICCARE SU IMMAGINE PER INGRANDIRLA)

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