A questo giro passo, scusatemi

staino_civati«Questo governo è una necessità», mi diceva ieri un importante dirigente del Pd, ex Ds. La solita storia della Necessità, così rassicurante quando ci sono da spiegare le svolte peggiori: se non ci sono alternative, se non si può fare altro, che colpa ne ho io? La sinistra si è trasformata nella vestale della Necessità, di questo è morta. Ma anche questa sera si può in realtà continuare a pensare che in politica c’è sempre un’alternativa, una strada non percorsa da sperimentare. Perché la politica è lo spazio della libertà.”. Ha scritto molto bene Marco Damilano su l’Espresso.
Sono stato via 4 giorni per il ponte e torno con un governo PD-PDL a guida Enrico Letta.
Potrei semplicemente dire che un governo con Angelino Alfano vice premier, e peggio anche Ministro degli Interni, non è il mio governo. Non che abbia molta voglia, tempo e passione per seguire queste incredibili giravolte che legittimano 101 parlamentari del PD che scientemente hanno affossato la candidatura di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica proprio per arrivare ad un governo di larghe intese. Non ci vuole un genio della Scienza della Politica per capire che questo è stato il disegno, portato però avanti non con trasparenza ma con il vecchio sistema dei franchi tiratori.
Con evidenza gli scenari erano 2: Presidente della Repubblica come Prodi o Rodotà e Governo di centrosinistra dialogante con Movimento 5 stelle o Presidente Napolitano (o Marini) e governissimo.
Ha vinto la seconda linea, legittima intendiamoci, ma ha vinto appunto giocando sporco. E ha vinto con un comportamento ondivago, incomprensibile ai nostri elettori e in contraddizione con quanto detto in campagna elettorale.
Ora non voglio star qui a recriminare, semplicemente per fortuna non vivo di politica e la faccio perché credo in un progetto. Questo governo, e questa politica, non sono il progetto per cui mi sono speso in questi anni, da quando ho fondato il PD nel lodigiano (perché, questo voglio ricordarlo, non ci sono arrivato per forza, magari passando da mozioni contrarie al PD, ma perché ci ho sempre creduto).
È questo un commiato dal PD? Non necessariamente. Né mi interessa passare ad altre forze politiche (ringrazio, chi stimando il mio impegno, me lo ha chiesto).
Semplicemente ho speso molto tempo per cercare di creare un partito per cambiare la politica e il Paese (e nel mio piccolo il Lodigiano) e per costruire un’alternativa al ventennio di Berlusconi, non certo per finirci al Governo insieme (e in questo modo). Non ho mai chiesto niente al Partito (come si sarebbe chiamato una volta), anzi ho rifiutato nomine in aziende partecipate, e candidature. Ho dedicato molto tempo ai banchetti, alle riunioni, alle Feste dell’Unità, ai seggi delle primarie, ho conosciuto persone stupende (molte di queste a dire il vero se ne sono già andate da tempo e questo resta il mio rammarico maggiore), ricordo in particolare la mozione Marino e Prossima Lodi.
Non credo servisse un governo di pacificazione nazionale, non credo ci sia stata nessuna guerra civile né che le due parti siano equivalenti. Poi magari mi sbaglierò e sarò felice di riconoscere che il Governo Letta sarà stato il migliore delle Repubblica, il più innovativo.
Si dice: “non c’erano alternative”, e lo dicono anche persone che stimo come Scalfarotto (qui e qui). Io non voglio giudicare chi ha manifestato dissenso e poi alla fine ha votato la fiducia a questo governo, ma certo quanto scrive Gilioli, sul suo blog, suona come veritàFanno un po’ di tenerezza gli ex malpancisti Pd che questa mattina si attaccano ai nomi decenti del nuovo governo per chinare il capino e votare la fiducia. Parlo dei vari Gozi, Puppato, Tocci, Cuperlo, Scalfarotto e cosí via: erano almeno 50 – diceva Pippo Civati ancora ieri – e ora sono tutti lí a rientrare frettolosamente nei ranghi.Solo qualche giorno fa era tutto un fiorire di OccupyPD, di sezioni occupate contro l’inciucio (riporto sotto qualche Amaca di Michele Serra della settimana scorsa). E adesso? Boh…tutto normalizzato, tutto rientrato nei ranghi. 
Resta Civati, per fortuna, l’unica voce che ha manifesta il disagio per tutto questo e lo ha rappresentato non votando. E io sono d’accordo con lui: alternative c’erano, semplicemente si è preferita questa, negandola fino all’ultimo (cito solo Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD, che il 22 aprile 2013 aveva detto: «Sono contrario a un governo Pd-Pdl», oggi è Ministro dell’Ambiente…che poi anche questo: cosa ne sai lui di ambiente? Ma lasciamo perdere…). E la si è decisa in un’ora e mezza di direzione nazionale (ci mettiamo di più a Lodi per decidere gli stand della Festa dell’Unità!).
Ecco, io non sono interessato a questo, non mi ci riconosco.
Adesso faccio altro, poi magari chissà…

25 aprile 2013
serra_letta

21 aprile 2013
serra_sinistra

19 aprile 2013
serra_marini

18 aprile 2013
serra_sinistra2

3 pensieri su “A questo giro passo, scusatemi

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