Una storia di ordinaria sconfitta (di Stefano Uggeri)

precariIn passato, anche come Associazione culturale Adelante!, ci siamo occupati di giovani, lavoro e precarietà. Di un’intera generazione che prova a resistere di fronte ad un sistema che continua ad ignorare e a rendere complicato vivere e progettare un futuro. E con la crisi le cose stanno solo peggiorando, perché i primi ad essere lasciati a casa sono propri i precari, senza naturalmente alcuna protezione e tutela (la cassa integrazione non esiste per i precari!).
Ormai i numeri sono stranoti (gli ultimi sui precari nella pubblica amministrazione qui in un’inchiesta di Repubblica), eppure tutto sembra immobile, soprattutto a livello legislativo.
E allora, la prima forma di resistenza è raccontare queste storie.
Come quella di Stefano Uggeri che ospito molto volentieri in questo blog (e che si intreccia anche con l’altro annoso tema della ricerca e dell’università nel nostro Paese).

Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro, da domani sarò disoccupato. E me ne torno a casa con la consapevolezza che in questo odiatissimo e amatissimo Paese non bastano le lauree con le lodi, i titoli, i curriculum.
Se fai ricerca in università, come ho fatto io fino ad oggi, non hai nemmeno il diritto di conoscere il tuo futuro nel giro di qualche mese, non hai nemmeno la certezza di poter finire un dottorato, perché i soldi a un certo punto mancano e ti ritrovi in mezzo a una strada.
In più, quando cerchi lavoro, sei quotidianamente frustrato da offerte ridicole, precarie, sottopagate, che nulla hanno a che fare con ciò per cui hai brillantemente studiato dieci anni, e che spesso neppure si materializzano. Non voglio generalizzare, sarò particolarmente sfortunato e me ne farò una ragione.

Finisce qui la mia esperienza in Università, amarissima e ignobile per l’epilogo, sicuramente formativa.
Da domani si spalancano le porte della disoccupazione, e come citava qualcuno non molto tempo fa «il lavoro non è solo lo stipendio che si porta a casa alla fine del mese, è anche la realizzazione della persona, che mette il suo pezzettino di storia e di esperienza a servizio della comunità».
E dimmi se è poco!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...