Unioni civili: stiamo lottando anche per voi (di Stefano Caserini)

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Pubblico volentieri questa lettera che ho ricevuto da Stefano Caserini che, oltre ad essere un amico, è segretario cittadino di SEL.
La lettera era stata inviata un mese fa a Il Cittadino ma non è stata pubblicata. Lo faccio qui, nel mio piccolo, per favorire il dibattito sui diritti civili (la mia posizione, favorevole al registro delle coppie di fatto, l’avevo scritta l’ultima volta qui)

Unioni civili: stiamo lottando anche per voi

Gentile Direttore, dalla lettera pubblicata qualche settimana fa da Andrea Dardi, col titolo “Vogliono solo spianare la strada alle nozze gay”, sembra che l’ex consigliere comunale della destra lodigiana non sia riuscito a capire le ragioni che l’hanno portato nelle scorse elezioni ad una sonora batosta elettorale, che l’ha visto escluso dal Consiglio nonostante un impegno encomiabile e un dispendio di soldi da emiro saudita.
Imperterrito, il Dardi ha deciso di continuare a prendere a testate la realtà, scrivendo proclami in cui l’afrore alla naftalina dell’ideologia del ventennio si mescola con argomenti risibili e confusi.
Le argomentazioni addotte contro l’istituzione anche a Lodi di un Registro delle Unioni Civili sono infatti un po’ debolucce.
Il primo motivo per cui secondo Dardi non si dovrebbe fare è che non sarebbe “una priorità”, non coinciderebbe con quello che secondo Dardi starebbe in cima ai pensieri dei lodigiani (le buche delle strade e il rilancio del commercio). Non è chiaro come il sondaggio sia stato effettuato, se abbia chiesto in famiglia, al Direttivo dei Fratelli d’Italia o ai colleghi studenti a Montecarlo dove sembra che ultimamente passi la maggior parte del suo tempo.
Non si capisce proprio perché approvare un Registro delle Unioni Civili impedirebbe di coprire le buche nelle strade o rilanciare il commercio. Chi segue il Consiglio Comunale sa che a volte si passano ore a discutere di questioni procedurali e di forma, spesso minuscole; un paio di Commissioni, di serate pubbliche, una serata in Consiglio Comunale a discutere dl Registro delle Unioni Civile non cambierebbe nulla dell’operatività della Giunta e del Consiglio.
È normale per la politica occuparsi non solo delle cose più urgenti; se così non fosse queste lo diventerebbero prima o poi e si dovrebbe continuare a inseguire l’emergenza.
E poi, chi decide le priorità? In una democrazia le decide la politica, tramite le elezioni e il voto. Chi si presenta cerca con altri alleanze e accordi sulle cose da fare, e se vince le mette in pratica.
Altro argomento capzioso è quello secondo cui il Registro non avrebbe ricadute concrete. Le conseguenze concrete ci sono, ma la valenza è anche ideale e politica, come per molti degli atti importanti di un’Amministrazione comunale.
“Non è una priorità”, “si perde tempo”, “non ci sono effetti concreti” sono paraventi, tentativi di non parlare del vero motivo per cui si è contrari al Registro delle Unioni civili, ossia il tentativo di difendere una concezione antiquata e reazionaria della famiglia.
Quando Dardi scrive che la sua idea di famiglia sarebbe “danneggiata” dal Registro delle Unioni Civili, come non ricordare gli argomenti di chi in tante parti del mondo si batte contro la parità delle donne, o chi oggi incarcera o uccide gli omosessuali, perché vede messa in pericolo la sua idea di potere nelle relazioni uomo-donna, o la sua idea di sessualità.
L’articolo di Dardi, e in particolare la frase contenuta e ripresa dal titolista “spianare la strada al matrimonio omosessuale”, rivela una paura, la messa in discussione della concezione clerico-fascista della famiglia che è stata a lungo egemone in Italia; ma che oggi non lo è più , neppure a Lodi, nemmeno in chi vota a destra.
L’epopea del bunga-bunga, con corollari di pompette e minorenni, i festini con trans a base di cocaina in cui sono stati beccati altri partecipanti del Family Day, hanno ormai fatto perdere credibilità a chi si erge a paladino dei Sacri Valori della Famiglia Tradizionale.
Tanta foga contro i matrimoni gay, che ha spinto Fratelli d’Italia persino a stampare manifesti satirici raffiguranti la coppia di fatto Simone Uggetti Andrea Ferrari, rivela una reattività che non può che essere sospetta. Le cronache hanno mostrato come molto spesso dietro al fanatismo c’è una repressione, un dolore non elaborato. Molti fustigatori dei costumi altrui sono finiti nei guai per non aver saputo gestire la propria sessualità, i suoi lati più problematici, le pulsioni inconsce.
La realtà, la letteratura, il cinema, ci raccontano di come la vita è piena di sorprese. Di come spesso le persone si innamorano improvvisamente e inaspettatamente (a volte anche di persone dello stesso sesso). E decidono di vivere come coppia di fatto, senza il matrimonio, per ragioni che non sta a noi giudicare.
A tutti potrebbe quindi capitare di trovare utile il Registro delle Unioni Civili, così come molti contrari alla legge sul divorzio ne hanno poi usufruito.
Invitiamo quindi Andrea Dardi e i Fratelli d’Italia a mostrarsi più aperti e tolleranti, ad accogliere con meno rigidità i provvedimenti amministrativi necessari in un mondo ormai cambiato; e tener conto che anche molti loro potenziali votanti potrebbero trovarli utili. Nonostante la diversità degli orizzonti politici e culturali, siamo fieri di poter dire: stiamo lottando anche per voi.

Stefano Caserini
SEL per Lodi

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