Il trasformismo in salsa Lodigiana

wpid-download-1.jpgForse dovremmo riprendere in mano i manuali di Storia del liceo. E rileggerci cosa è stato il trasformismo in Italia dopo l’Unità d’Italia. Sarebbe istruttivo per capire cosa sta accadendo a Lodi in questi giorni (segnalo un interessante articolo del professore Massimo Salvadori sul trasformismo, uscito proprio qualche giorno fa) .

Perché non c’è altro modo che trasformismo per definire il passaggio di Sergio Tadi nel centrosinistra con ingresso direttamente in Giunta.

Ricordo che Tadi:

  • nel 2010 è stato il candidato sindaco di tutto il centrodestra (PDL, Lega) sconfitto al primo turno (con il 38,6%) da Lorenzo Guerini, sindaco uscente del centrosinistra
  • nel 2013 è stato candidato sindaco di una civica sconfitto (ottenendo il 9,5%) da Simone Uggetti, candidato sindaco di tutto il centrosinistra.

Sottolineo candidato sindaco per 2 volte, non un semplice consigliere!

E ora come se nulla fosse, ad un solo anno di distanza dalle ultime elezioni comunali, il centrosinistra si allargherebbe portandolo direttamente in Giunta con deleghe che si annunciano pesanti visto che è dato in sostituzione di Enrico Brunetti, assessore, del PD, ai lavori pubblici (dimissionario per ragioni professionali).
Un anno fa prima del ballottaggio Tadi dichiarava: “Non faremo apparentamenti con le forze politiche. Abbiamo ricevuto la fiducia da tanti elettori sulla base del nostro programma e non abbiamo intenzione di cambiare il nostro “Dna”. L’obiettivo del nostro lavoro non era certo quello di contrattare una sedia o un incarico” (da Il Cittadino del 29 maggio 2013, un articolo dal titolo emblematico “Tadi chiude la porta a ogni alleanza”).

A questo passaggio si aggiunge anche il probabile ingresso in maggioranza del consigliere Giovanni Ghizzoni, ciellino doc, eletto con il PDL e ora in quota Nuovo Centro Destra di Alfano.

Insomma uno smottamento a destra della maggioranza che amministra la città di Lodi.

Come mai avviene questo cambio di schieramento politico? Ci sarà un cambio di programma amministrativo? O Tadi e Ghizzoni si sono accorti che il programma del centrosinistra era talmente migliore del loro da volerlo sostenere così convintamente da entrare in maggioranza e addirittura in Giunta?

Ecco questa è la politica che non mi piace, fatta di furbizie, giochetti, tatticismi di potere e tradimenti della volontà degli elettori.

E se fosse stato il contrario? Se un esponente candidato sindaco del centrosinistra fosse passato al centrodestra, magari direttamente in Giunta, cosa avremmo detto?

Anzi senza costruire scenari ipotetici, credo che tutti a Lodi si ricordino la campagna (con toni peraltro che non mi sono mai piaciuti) contro il “salto della quaglia” di Giuliana Cominetti, passata da vicesindaco del centrosinistra a candidata sindaco del centrodestra. Ecco, qualcuno mi sa spiegare perché l’operazione della Cominetti è stata un salto della quaglia e quella di Tadi (e Ghizzoni) invece è una fine mossa politica di consolidamento della maggioranza? Peraltro almeno Cominetti si è sottoposta, perdendo, al giudizio degli elettori, mentre adesso vi è un cambio di casacca dopo il voto degli elettori.

Aggiungo che non condivido il silenzio assordante del PD (un finto unanimismo), mentre SEL e Lodi Solidale, seppur con toni diversi, si sono dette contrarie a queste operazioni. Eppure nel PD ci sono di diverse perplessità che per ora però restano sotto traccia. Le esplicito io, come elettore e semplice iscritto al PD (partito in cui, per scelta, non ricopro alcuna carica ma che ricordo ho fortemente voluto e contribuito a fondare nel Lodigiano anni fa).
Rivendico l’etica della politica.
E aggiungo che sono convinto che su decisioni di questa portata (un cambio di maggioranza) sarebbe doveroso consultare la tanto decantata base e non fare apprendere tutto a mezzo stampa. La partecipazione non può valere solo per le primarie, i banchetti e i contributi volontari.

Non voglio scomodare Crispi e Depretis, forse guardando ai giorni nostri potremmo meglio riferirci alle pratiche dei vari Mastella, Scilipoti, De Gregorio, eletti in Parlamento con uno schieramento e passati rapidamente all’altro.

Non ce ne era davvero bisogno.

Un doveroso PS: naturalmente non ho nulla di personale contro Tadi, come non ho mai avuto nulla contro Cominetti, il mio è un dissenso tutto politico sulle loro scelte politiche e su un centrosinistra che le alimenta.

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