La mia inchiesta sulla Brebemi deserta

imageQuesto il mio reportage anche fotografico sulla Brebemi, nel giorno in cui persino il Corriere ha scoperto, naturalmente dopo averne celebrato il trionfo, che la nuova autostrada Brebemi è deserta. Un articolone di inchiesta nelle pagine interne della versione cartacea che è rimasto a lungo anche apertura della versione online e che è stato molto ripresto (anche dal blog di Gad Lerner, ad esempio)
Tornando dalle vacanze dal Nord-est ho voluto percorrere la Brebemi: è stato solo qualche giorno fa, in un primo pomeriggio di un sabato da rientro estivo ma sembrava un day after, le foto lo raccontano molto bene direi.
La mia analisi empirica coincide con i dati: nel primi giorni ci sono stati solo 16.000 transiti al giorno e soprattutto pochi camion. Pochi transiti anche nel primo tratto dell’arco TEEM che è stato aperto in contemporanea. Naturalmente bisognerà vedere nei giorni di traffico ordinario.
Sulla scarsa segnaletica concordano tutti e anche noi abbiamo sbagliato l’uscita dalla A4 e siamo dovuti andare a cercare di proposito la Brebemi, altrimenti non ci saremmo arrivati. In molti dei navigatori non esiste ancora.
Lungo tutto l’autostrada non c’è nemmeno un benzinaio o un’area di sosta attrezzata, la gara per i distributori di benzina era infatti andata deserta: evidentemente gli operatori del settore non la ritengono un investimento economico interessante, stante i flussi di traffico previsti e gli alti costi.
Su costi di percorrenza, è la più cara d’Europa secondo Legambiente e costa circa il doppio della vecchia A4 (come da cartello nella foto sotto, foto non mia). E in effetti per percorrere pochi chilometri abbiamo speso quasi 10 euro. E poi tutto intorno è il nulla: usciti a Romano di Lombardia ci si trova in una stradina di campagna, che collega le cascine, frequentata solo da trattori. Si passa da una strada a 3 corsie (vuote) per senso di marcia a una strada così stretta che, incrociando altre auto, abbiamo dovuto accostare per farle passare.
Si potrebbe sostenere che è meglio così: se non c’è traffico, si arriva prima. In realtà il vero problema è l’inutilità di un’opera che è costata 2,4 miliardi di euro, formalmente pagata dai privati (“il modello lombardo della prima autostrada realizzata senza finanziamenti pubblici”) ma che, come racconta benissimo Altreconomia, in realtà rischia di essere pagata da tutti noi. Già si parla infatti di un decreto per concedere sgravi fiscali per circa mezzo miliardo di euro. Tutti elementi previsti da tempo (sempre Altreconomia qui e qui e anche Legambiente qui), ma volutamente ignorati.
Oltre ai costi ambientali, con il consumo di suolo agricolo fertile. Brebemi e TEEM (di cui ho scritto più volte), insieme consumano circa 500 ettari di terreni agricoli, entrando anche direttamente in alcune cascine!
Insomma, un’opera inutile, che corre vicino ad un’altra autostrada (oltre alla Pedemontana, altra novità poco più a nord), costosa e dannosa per il territorio.
In Lombardia si prevedono ancora altre autostrade: forse sarebbe meglio fermarsi prima, per non scrivere dopo articoli sulla inutilità di queste infrastrutture.
Update: un’interessante analisi urbanistica sulla Brebemi la trovate su Millenio Urbano.
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brebemi

brebemi_vs_A4

2 pensieri su “La mia inchiesta sulla Brebemi deserta

  1. Pingback: Bre.Be.Mi. e il Verme Trionfante » Millennio Urbano

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