Libri che sto leggendo: “La vita agra”, di Luciano Bianciardi

vita_agraUn libro che ho sentito consigliare a “Il tempo e la storia“, un programma di Rai 3 sempre interessante.
Un romanzo molto cupo e rassegnato, ma molto bello, con una scrittura affascinante. Un libro ambientato negli anni della trasformazione economica e sociale italiana con il boom economico che però non viene esaltato ma di cui vengono messi in luce gli aspetti negativi sulla vita dei cittadini comuni. “Bianciardi aveva capito tutto – il consumismo, lo sfruttamento del lavoro dei precari, la dissoluzione dei legami di convivenza civile, l’egoismo autodistruttivo delle masse impiegatizie –, e reagì immediatamente.“, da un vecchio blog.
Se non lo avete letto, probabilmente sono l’unico che non aveva ancora letto, “La vita agra” di Luciano Bianciardi, lo consiglio.
È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l’occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l’età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d’Italia.
Tutto quello che c’è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l’automobile l’avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’asciugacapelli, il bidet e l’acqua calda.
A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l’un con l’altro dalla mattina alla sera.
io mi oppongo
“. (cap. X)
(E poi piccole coincidenze che lo rendono ancora più mio: il libro inizia con “quell’altro soldato, certo Merola”, e poi “i parenti di Lodi”.)

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