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salerno1Salerno è passata dal 15% al 72% di raccolta differenziata in 18 mesi! Un risultato incredibile considerando sia le dimensioni della città (140.000 abitanti), sia il contesto campano più famoso per l’emergenza che per politiche virtuose sui rifiuti.
Un risultato che la dice lunga anche sulle scuse che molte amministrazioni adduco sull’impossibilità di raggiungere certi risultati.
Un risultato che è frutto dell’unica scelta possibile se si vuole fare il salto di qualità sulla raccolta differenziata: la raccolta porta a porta!
Secondo i dati di Ecosistema Urbano, riferiti al dicembre 2008, sopra il 70% in Italia ci sono solo Verbania e Novara, la media dei capoluoghi italiani è del 27,2%. L’obiettivo di legge per il 2008 era del 45% che diventa il 50% per il 2009.
A Lodi per capirci siamo fermi al 39,8% (dati 2008, adesso pare intono al 42 – 43%) e in Lombardia sotto il 45% ci sono anche Brescia (40%), Mantova e Como (36%), Milano (32%), Pavia (28%).
A Lodi si è scelto di tornare al cassonetto in tutta la città, eccetto in centro storico dove è rimasto il porta a porta.
Info su Eco dalle Città, dove si trova anche una scheda di presentazione che racconta come sia stato possibile realizzare “Il modello Salerno”. La scheda è a cura del Conai (Consorzio Nazionale dell’Imballaggi) che ha collaborato con il Comune di Salerno per realizzare il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti.

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I piaceri dell’essere padre:
una foto di Marta e Luca e un esilarante racconto di Baricco su cosa succede quando si cambia un pannolino! (da la Smemoranda, via OceanoMare, un sito di una letrice appassionata di Baricco)

Alessandro Baricco
Cose che accadono quando si cambia un pannolino
Un po’ di mesi fa mi è nato un figlio. Ho notato che gli scrittori, quando gli nasce un figlio, poi se ne escono spesso con qualche libro in cui parlano della cosa, oppure addirittura parlano al figlio, e con quella scusa dicono la loro. A me per ora non è venuto in mente niente. Volevo scrivere L’Ulivo spiegato a mio figlio, ma, con l’ingresso dell’UDEUR di Mastella, la cosa è diventata impossibile: non son buono a scrivere libri surreali. Insomma, non se ne fa niente. In compenso ho pensato di raccogliere in un manuale tutto quello che ho imparato dei bambini. In pratica, il manuale è costruito in due parti. La prima è costituita da una frase che mi ha detto Lella Costa quando mio figlio è nato e non la smetteva di piangere. Lei mi disse: “Non preoccuparti: qualsiasi cosa facciano, non la fanno per molto”. Fine della prima parte.
La seconda consiste in un breve saggio che pubblico per la prima volta in questo inizio d’anno.
Si intitola: Cose che accadono quando si cambia un pannolino. Il fatto è che i bambini sono un mistero fantastico (come il calcio, del resto) e quindi questa è praticamente l’unica cosa su cui ho da dividere qualche spicciolo di sapere: come cambiare un pannolino. Potrei azzardare anche qualcosa su come parlano, ma lì già si fa difficile. Quindi mi scuso, e pubblico il saggio. Che si intitola, appunto

Cose che accadono quando si cambia un pannolino.

1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni: a) perché lo dice la mamma; b) perché lo dice la suocera; c) perché il bimbo ha cagato. Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità. Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della merda. Di solito accade così. La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po’ e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: “E qui cosa abbiamo fatto, eh?, sento un certo odorino… cosa ha fatto l’angioletto?”. Poi la mamma va di là e vomita. A questo punto si riconosce il padre di sinistra dal padre di destra. Il padre di destra dice: “Che schifo” e chiama la tata. Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza. Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino. Far star fermo un bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. Ž fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco: ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell’ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott’acqua. Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.

3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava “l’estruso”. Ž il momento della verità. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante. Ž singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall’intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant’è: non c’è niente da fare. O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza. Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate, potrebbe anche sembrare che vostro figlio si è seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate è più difficile. Ma senza guardare… Io con questo sistema sono riuscito a ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero di salviettine inferiore a cinque. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appeso come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un bel po’ di cacca in giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino, e chiudetelo. A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra, un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.

5. NON andate a buttare la bomba chimica! La trota scivolerebbe per terra. Quindi posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande nell’aria. Senza mollare la presa con la mano sinistra usate la destra per detergere a fondo e poi passate all’olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini e da lì spariranno nell’underground dei vostri vestiti: la sera ne troverete tracce nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido. Ne riempite il sedere del pollo, e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipì.

6. Il bambino non fa pipì a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro. Errore. La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l’accaduto.

7. Prendere un pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c’è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bimbo e chiudere. Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch, basta una piccola pressione e il pannolino si chiude. Sì, ma quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto, così è troppo largo. Si può arrivare anche a una ventina di tentativi. Ž in quel momento che il bambino inizia a intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. Ž questo il momento dei poussoir. Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli coi poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presenti in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.

9. Se, nonostante tutto, riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrosserà. Pensate ai bambini in Africa, e concludete: si arrosserà, e che sarà mai. Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà: “L’hai messo il borotalco?”. Voi direte: “Sì”. Con convinzione.

10. Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso. Per almeno tre ore è convinto di avere suppergiù la nobiltà d’animo di Madre Teresa di Calcutta. Quando l’effetto sparisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po’ di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore “Decapottabili” in Gente Motori. Altri telefonano a una vecchia ex fidanzata e quando lei risponde tirano giù. Pochi dicono che devono andare a comperare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano. In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore di sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.

Dorothy

Wittgenstein racconta la storia di questa bellissima e commovente foto. Come fossero lì a dare il loro ultimo saluto. Costernati.
Questa foto sta facendo il giro del mondo da due giorni: è stata scattata in Camerun l’anno scorso, quando Dorothy – lo scimpanzé in primo piano – è morta per un attacco di cuore nel centro di soccorso per animali dove viveva da nove anni (dopo una vita molto dolorosa), e i suoi compagni che le volevano molto bene hanno mostrato il loro dolore con un impressionante e smarrito silenzio. La foto è stata scattata da una volontaria del centro: l’ha poi spedita alla rubrica di foto dei lettori del National Geographic, che l’ha pubblicata nel numero di novembre.

dorothy

senatoAlcuni ex senatori si lamentano perché verranno privati di alcuni benefit di cui godo in quanto ex senatori: tipo pedaggio autostradale gratuito, voli e treni gratuiti. Si lamentano in particolare perché questi tagli non saranno invece fatti per gli ex deputati che continueranno a beneficiarne.
Gli ex sono 1.058 senatori e i 1.600 deputati, i tagli per i soli senatori (anzi per una parte di loro) consentiranno un risparmio di 1,7 milioni di euro. L’articolo è di Repubblica e lo incollo sotto
La mia prima reazione è stata “hanno proprio la faccia come il culo!” e ho pensato quasi quasi organizzo una petizione in loro favore, poverini!!
E poi però la cosa mi è parsa più grave dal poterla liquidare con una semplice battuta.
Alcune brevi considerazioni:

  1. Siamo in un momento di grave crisi economica, centinaia di migliaia di persone stanno perdendo il posto di lavoro, alcune vanno in cassa integrazione, molte (i precari) non hanno nemmeno quella e dall’oggi al domani si trovano senza lavoro e senza stipendio. Ecco, in questo quadro, il fatto che alcuni ex senatori abbiano il coraggio di lamentarsi dei tagli ai loro privilegi è indici di una politica ormai completamente scollata dal paese, dai problemi delle persone. Che poi a capo di questa “rivolta” ci sia un ex senatore del PCI (Franco Coccia) mi sembra ancora più grave.
  2. Quando, ciclicamente, si ci lamenta degli stipendi alti dei parlamentari, io ho sempre sostenuto che quello che mi ha sempre indignato di più, non è tanto lo stipendio alto (in fondo svolgono una funzione importante, anche se è pur vero che i loro colleghi europei prendono molto meno per gli stessi incarichi), ma il numero elevato di assenze e i benefit di cui godono che spesso non hanno nulla a che vedere con le funzione che svolgono. Perché devono avere la tessera gratuita per il cinema o entrare allo stadio senza pagare?
  3. Queste cose ovviamente valgono anche sul locale. Se è vero, ad esempio, che un assessore del comune di Lodi non guadagna molto (circa 1.400 euro) in rapporto all’impegno di tempo che ci dedica, quello che io non ho mai condiviso e, nel mio piccolo ho sempre cercato di denunciare, è la questione delle nomine nelle aziende pubbliche o comunque controllate: astem, aler, linea, eal, cap, farmacie, etc…Nei consigli di amministrazione di questi enti gli stipendi possono superare anche i 2.000-3000 euro al mese, ed inoltre le persone nominate sono sempre le stesse che girano i vari enti, nominati certo non per competenza o curricula. Sarebbe ora di cambiare!

Chiesto il ripristino di treni e aerei gratis. A Montecitorio le spese degli ex pesano per 2,5 milioni. A Palazzo Madama per 1,7 milioni
Benefit, protestano gli ex senatori
“Qui si taglia, alla Camera no”

Il risparmio previsto è di 1 milione e 68 mila euro
di CARMELO LOPAPA

ROMA – Se il Senato taglia i benefit degli “ex” e la Camera decide di risparmiare ma seguendo altre strade, allora si scatena la bagarre tra i 1.058 senatori e i 1.600 deputati di un tempo. “Perché loro continueranno a viaggiare gratis e noi no?” insorgono i primi all’indirizzo dei secondi.

Non è esattamente quel che si dice una guerra tra poveri. E di questi tempi – tra fabbriche in crisi, cassa integrazione e un esercito di disoccupati – la storia può perfino stonare. Ma tant’è. Tra 60 giorni scatta il colpo di forbici che a Palazzo Madama definiscono “epocale” sui privilegi degli ex inquilini, ma la stessa cosa non starebbe avvenendo alla Camera. E i senatori “pensionati” denunciano ora la “discriminazione” ai loro danni, con il loro “sindacato”, l’Associazione ex parlamentari, che invita il Senato a fermare subito la scure.

Tutto parte il 21 aprile scorso. Il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama (l’organo di autogoverno guidato da Renato Schifani) adotta una delibera con cui, a partire dal primo gennaio 2010, riduce a 291 la platea degli ex beneficiari del pedaggio gratuito autostradale, di voli e biglietti ferroviari finora concessi ai tutti i 1.058. Ma soprattutto di ridurre al minime il carnet per ciascuno di loro, azzerando del tutto il Telepass. Tutte voci che ad oggi hanno comportato una spesa di 1,7 milioni (il grosso però sono gli 81 milioni di euro l’anno in vitalizi). Risultato, dal prossimo anno un risparmio stimato in 1 milione 68 mila euro.

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AcquAria_logoStasera mi è stato chiesto di moderare il dibattito dopo la proiezione del film-documentario “FLOW – For Love Of Water” di Irena Salina, ore 20.30, piazza Castello – Lodi (sotto potere vedere il trailer).
Il film è inserito in AcquAria: una fiera dell’acqua per un accesso sostenibile alla risorsa idrica che si svolge a Lodi da oggi al 1 novembre. AcquAria è promossa da Movimento Lotta Fame nel Mondo (MLFM) ed ricchissimo di eventi (sul sito del MLFM il programma completo): uno spazio di 600 mq dove seminari, percorsi didattici, mostre, cineforum, concerti, aperitivi solidali, spazio giochi per bambini e molto altro ancora. Insomma vale la pena visitare la fiera e partecipare alle iniziativa.
E poi, oltre all’interesse per il tema acqua, al Movimento Lotta Fame nel Mondo mi sento molto legato perché con loro abbiamo condiviso l’esperienza delle Rete di Lilliput, a cui anche il MLFM aderiva ed anzi la loro sede è stata il luogo principale delle riunione di Lilliput…insomma una sorta di rimpatriata!

Perché AcquAria?
Dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite nel 2030 metà della popolazione mondiale potrebbe essere al di sotto della soglia minima rispetto al fabbisogno giornaliero di acqua. Oggi 2,5 miliardi di persone mancano di adeguati servizi igienico-sanitari. Il cambiamento climatico e le sue ripercussioni stanno colpendo gli abitanti del pianeta. Oggi a soffrirne maggiormente sono le popolazioni del Sud del Mondo, più vulnerabili, meno capaci di far fronte alle nuove condizioni a causa di minori risorse disponibili, sopraffatte da politiche agricole e idriche distorte.
AcquAria, nata e voluta da MLFM (Movimento Lotta Fame nel Mondo – Organismo Non Governativo di Lodi), parte da questa premessa: ciascuno di noi può contribuire al benessere climatico e ambientale mondiale. Scelte ambientali sostenibili sono possibili.
AcquAria: la prima fiera dell’acqua per un accesso sostenibile alla risorsa idrica.
AcquAria: occasione di scoperta del territorio lodigiano, ricco di canali, rogge e fiumi.
AcquAria: momento di riflessione sulle problematiche idrico ambientali mondiali.
Tutto ciò in linea con il settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite che mira a “Promuovere e assicurare la sostenibilità ambientale”, promosso a livello nazionale da Volontari nel Mondo – Focsiv, la federazione a cui MLFM appartiene.
AcquAria ed MLFM vi aspettano. Uno spazio di 600 mq dove seminari, percorsi didattici, mostre, cineforum, concerti, aperitivi solidali, spazio giochi per bambini e molto altro ancora caratterizzano una fiera certamente unica nel suo genere.

Dopo tanti post di politica, torniamo alle cose serie.
È uscito ieri Ecosistema Urbano, l’annuale ricerca di Legambiente, Sole 24 Ore e Ambiente Italia sulla sostenibilità ambientale delle nostre città. Come sempre il Rapporto confronta le prestazioni ambientali dei 103 capoluoghi italiani attraverso un articolato set di indicatori (quest’anno sono 27) che indagano tutte le principali componenti ambientali di una città: aria, acqua, rifiuti, mobilità, energia, ambiente urbano.
Tra i tanti e diversi lavori che faccio ad Ambiente Italia, rimane senza dubbio uno di quelli che mi piace di più e mi dà più soddisfazione. L’anno scorso compariva anche un articolo a mio nome sul Sole, quest’anno no. Ma a ben cercare ci sono (tipo il gioco Where is Wally?).
Per gli appassionati di politiche ambientali urbane, ci sono molti dati interessati (sono tutti online sul Sole24ore) e a me pare rimanga uno dei lavori più completi. Certo non è perfetto, ma penso riesca a rappresentare efficacemente la situazione ambientale delle città italiane.
Segnalo l’articolo su Il Giorno (per la posizione di Lodi) e sul Corriere della Sera. La stampa, che giustamente fa il suo mestiere, enfatizza molto le differenze di posizione rispetto al Rapporto dello scorso anno. Noi ci ostiniamo a dire che non andrebbe fatto, perché non ha molto senso, cambiando ogni anno alcuni indicatori, parametri e obiettivi di riferimento.
Sulla posizione di Lodi (60esima) ritornerò. Comunque la situazione è sempre quella: alcune buone prestazioni (piste ciclabili, solare termico), ma resta al palo su qualità dell’aria, raccolta differenziata (Salerno fa ormai meglio di Lodi, per dire), etc.

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bandiera_pdSiamo in attesa di avere i dati comune per comune.
Comunque la mozione Marino è poco sotto il 13% in provincia e poco sopra il 15% a Lodi città.
Siamo soddisfatti, anche considerato che la nostra base di partenza tra gli iscritti era di 81 voti in tutta la provincia (circa il 7%) e 13 a Lodi città. Siamo senza dubbio la mozione che ha pescato di più all’esterno.
E poi, come scrivevo ieri a votazioni ancora in corso, penso che la nostra vittoria sia anche la straordinaria partecipazione che confermano nostre ragioni a favore delle primarie. Bisogna tenere duro, affinché con le primarie si scelgano candidati a tutte le cariche pubbliche, anche in vista della prossima tornata amministrativa.
(Ringrazio Beppe Cremonesi per i dati)

Provincia di Lodi
Elezioni Segretario nazionale
voti validi 8997
Bersani 5098 ( 56,66%)
Franceschini 2758 ( 30,65%)
Marino 1141 (12,68%)

Elezioni segretario regionale
Voti validi 8947
Martina 5082 (56,80%)
Angiolini 1293 (14,45%)
Fiano 2572 (28,75%)

Dati Lodi città:
NAZIONALE:
Voti validi 2214
Marino: 338 – 15,26%

REGIONALE
Voti validi 2196
Angiolini: 399 – 18,16%

Update: ormai sono passate molte ore da ieri sera e dal nazionale non arrivano più dati. Siamo fermi ai dati parziali di ieri sera, ovvero il 33% dei seggi scrutinati. Non si trova nulla né sul sito nazionale del pd, né sui siti web dei principali giornali. E come dice Francesco Costa sul suo blog “E intanto i complottisti si scatenano” o per dirla con Civati “siamo in Afghanistan!

bandiera_pdLo dico adesso prima che si sappiano i risultati, comunque andrà Marino:
1) vedere tanta gente votare è comunque una bella prova di democrazia che rafforza la mia idea che le primarie siano un strumento importante e che andrebbero usate sempre, soprattutto per le cariche elettive pubbliche;
2) con tutti i difetti che può avere il pd, e io non li ho mai nascosti, rimane comunque il partito più avanti e aperto su queste cose; in nessun altro partito si discute e si fanno momenti di partecipazione come questi.

marino

Ormai ci siamo. Domenica si vota per le primarie del PD. Chi ha frequentato questo blog, sa che sostengo Marino. E, per chi mi conosce, non poteva che essere così! Ho cercato di spiegare le ragioni in vari post (1, 2 e 3). Comunque vada, non posso che dirmi soddisfatto. In pochi mesi (da agosto, praticamente) abbiamo creato un gruppo di persone capaci e affiatate, abbiamo girato tutti i circoli del pd del lodigiano e abbiamo cercato di porre al centro della discussione i nostri temi, sia di metodo (apertura, rinnovamento, merito, etc), sia di contenuto (lavoro, ambiente, etc.). E in fondo ci siamo anche divertiti, che non guasta!
Pubblico l’appello pro Marino firmato da diversi esponenti del mondo lodigiano dell’associazionismo, del volontariato e delle professioni.
In fondo al post c’è anche l’elenco completo dei candidati lodigiani della mozione Marino.
Infine, info e dettagli (sui candidati e su tutto quanto abbiamo fatto in questi mesi ed anche su dove e come votare) sul sito del Comitato Lodigiano per Marino.
Ovviamente anche il sito nazionale di Marino , dei volontari per Marino e questo bellissimo Marinox10, con un sacco di materiali per Marino!
Buon voto a tutti!

Appello lodigiani per Ignazio Marino
Noi sottoscritte e sottoscritti, non appartenenti al Partito Democratico, nei confronti del quale abbiamo talvolta manifestato posizioni critiche, sosteniamo Ignazio Marino e Vittorio Angiolini nelle elezioni primarie del prossimo 25 ottobre per le cariche di segretario nazionale e regionale del PD.
Siamo infatti convinti che l’affermazione della mozione Marino potrà garantire un effettivo ricambio e rinnovamento della classe politica e potrà spingere in maniera determinante l’evoluzione del PD verso un partito aperto in modo disinteressato alla società civile, al servizio dei cittadini, trasparente ed inclusivo in ogni decisione politica, che utilizzi le primarie per la selezione dei candidati a tutte le cariche elettive pubbliche. Un partito guidato dai criteri di capacità e merito nella scelta del personale politico e istituzionale, difensore intransigente dei valori e dei principi contenuti nella Costituzione italiana.

Condividiamo i contenuti e l’impostazione della mozione Marino, in particolare:

  • le politiche del lavoro, di contrasto alla precarietà e aiuto al reddito dei lavoratori flessibili, con un welfare rinnovato ed efficiente;
  • il sostegno alla green economy, alle fonti rinnovabili e la ferma opposizione all’energia nucleare;
  • il raggiungimento di standard europei per la laicità e i diritti: l’effettiva parità uomo-donna e il riconoscimento dei diritti civili; l’approvazione di leggi sulle unioni civili, sul testamento biologico e sull’omofobia;
  • l’innalzamento della qualità dei servizi di accoglienza e integrazione degli immigrati; regole e solidarietà per gestire, con sicurezza e serenità, i grandi flussi migratori;
  • la riforma della giustizia, per un sistema efficiente a misura di cittadino, nel quale tutti siano effettivamente uguali davanti alla legge, sia garantita la certezza della pena e l’indipendenza della magistratura;
  • la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata;
  • l’aumento degli investimenti, e il taglio agli sprechi, nella ricerca e nella pubblica istruzione;
  • la riforma della Pubblica Amministrazione, con cultura dei risultati e della valutazione;
  • la riforma del sistema politico e della legge elettorale, con collegi uninominali e preferenze, taglio degli sprechi e dei costi eccessivi della politica, eliminazione dei privilegi di casta;
  • la lotta all’evasione fiscale e l’opposizione ad ogni forma di condono fiscale o edilizio;
  • la difesa della libertà di informazione e l’approvazione di una legge sul conflitto d’interesse;
  • un’opposizione ferma e determinata alle politiche del Governo Berlusconi.

Per questi motivi voteremo e invitiamo a votare Ignazio Marino e Vittorio Angiolini alle elezioni primarie del Partito Democratico del 25 ottobre.

In caso di successo della mozione e delle liste Marino ci impegniamo fin da subito a vigilare affinché le nostre aspettative non vengano tradite e a denunciare ogni incoerenza tra quanto annunciato e quanto realizzato da Marino e Angiolini.

Sottoscrivono:
Antonio Aceti, Stella Boni, Sergio Cannavò, Stefano Caserini, Giuseppe Castelvecchio, Maria Rosa De Vecchi, Margherita De Vizzi, Mariangelo Fontanella, Luca Forlani, Roberta Frati, Stefano Joli, Elena Magrini, Assunta Mecca, Ghighi Minojetti, Lorenza Pozzi, Marina Rossi, Egisto Taino, Antonio Tealdi.

LISTA NAZIONALE (Ignazio Marino)
Roberta Vallacchi
Giorgio Daccò
Alessandra Gobbi
Davide Stroppa

LISTA REGIONALE (Vittorio Angiolini con Ignazio Marino)
Davide Fenini
Veruscha Polara
Stefano De Vecchi
Bibiana Meyer
Francesco Ditta
Patrizia Legnani
Fabio Pozzoli
Barbara Onofri
Edoardo Galatola
Maria Grazia De Carolis
Michele Merola

Questo volantino della mozione Marino è scritto in 6 lingue diverse ed è rivolto agi stranieri che vivono in Italia. Mi piace molto perché ben rappresenta la visione che ho dell’Italia come una società multietnica dove gli stranieri sono una ricchezza e non un problema (l’ho sostenuto tante volte in questo blog). Quando l’altro giorno l’ho volantinato in stazione, gli immigrati facevano una faccia incredula, felici che qualcuno si ricordasse di loro e li volesse coinvolgere. Io mi sono emozionato e sentito orgoglioso di appartenere al pd e alla mozione Marino. Nel volantino li si invita a votare (le primarie sono aperte anche agli stranieri) ed “essere parte di questo Paese”. Un motivo in più per votare la mozione Marino! Non siete d’accordo?

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