
L’articolo è di Francesco Laghezza.
La Seconda Biennale d’arte di Lodi è visitabile fino al 29 novembre presso l’ex chiesa di San Cristoforo in Via Fanfulla, ai seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00, sabato e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.
Si è inaugurata alcune settimane fa la Seconda Biennale d’Arte di Lodi organizzata dall’Associazione Monsignor Quartieri, che già con la preziosa rassegna annuale “Carte d’arte” ha portato in città artisti di grande interesse, due fra i tanti: Federica Galli e Giancarlo Vitali.
La mostra si propone di offrire uno spaccato dell’arte attuale, seppur limitata ad artisti operanti, nella maggior parte dei casi, in Lombardia. Non nascondo che avevo visto la prima edizione della rassegna nel 2007 e mi era sembrata confusa e fortemente autoreferenziale; questa seconda occasione mi fatto invece, un’ottima impressione.
La mostra raccoglie le opere di 32 artisti tutti, tranne in pochi casi, presenti con opere interessanti e talvolta importanti.
Cominciamo dal ricordo, che poi vuol essere un omaggio, a tre artisti lodigiani scomparsi nel corso del 2009, il primo è Giuliano Mauri, immenso ed ancora misconosciuto anche fra i lodigiani, ricordato non con una sua opera ma con la citazione, più formale che ideale, presente nel dipinto di Mattia Montemezzani giovane artista che pare aver ritrovato l’estro creativo che sembrava aver smarrito, almeno ricordando le opere esposte in san Domenico la primavera scorsa.
Il secondo artista ricordato è Enzo Vertibile di cui vengono esposte due nature morte di gusto espressionista; infine l’ultimo ricordo è quello di Luigi Volpi presente con due tele realizzate con un realismo quasi fotografico ma mai stucchevole.
Veniamo all’artista premiato da questa rassegna; si tratta di Giuseppe Rivadossi scultore e designer di qualità altissima, già apprezzato da Testori, presente in san Cristoforo con sculture e oggetti di design, opere importanti che ci fanno immergere nel suo universo (qui il suo sito web).
Occorre ora proseguire per cenni e tutto ad un fiato, in maniera forse troppo elencatoria ma che in fondo è l’unica che ci permetta di dare conto di tutti gli artisti invitati. Nella nostra passeggiata in mostra troviamo le opere di Agostino Arrivabene che propone una pittura figurativa altamente simbolica e sempre figurativi sono i dipinti di Tindaro Calia. Interessante è l’epico quadro di Michele Cannaò che ricorda lo spirito di “Guernica” di Picasso ma ridisegnata da Enrico Baj; molto forte ci appare l’installazione della Cavallotti, dedicata ai bambini di Beslan, sacrificata nel suo allestimento nell’abside della chiesa; vi sono le sculture di Mauro Ceglie, lodigiano, negli ultimi tempi molto esposto ed apprezzato, che ricordano, forse troppo, le opere di Giuliano Vangi e di Francesco Messina, altre sculture di minor enfasi sono quelle di Chiarenza. Un’artista presente con un dipinto importante e di grandi dimensioni è Pierpaolo Curti con un paesaggio lacustre realizzato con le consuete cromie melanconiche mentre Franco de Bernardi presenta dipinti astratti realizzati su vetro con intrugli alchemici; di tutt’altra tempra sono le scelte di Vittorio Emanuele che propone opere figurative troppo fotografica tanto da apparire iperrealiste; Fernanda Fedi propone in mostra un’installazione composta da sette trittici lignei di cui però ci sfugge il significato. Espone dipinti informali Tiziana Felisi, che però appaiono ancora troppo dipendenti da modelli pittorici che l’artista sicuramente conosce, Burri e Fautrier su tutti, e che danno un senso del già visto. I paesaggi di Andrea Ferrari Bordogna risultano piacevoli ma appaiono legati da una parte a certa grafica illustrativa e dall’altra al pittore Salvo. Le sculture astratte di Yan Sil Lee ci portano in una dimensione culturale assai diversa dalla nostra, mentre Bernardo Luino propone scorci figurativi di grande interesse. Ugo Maffi prosegue la sua indagine sulla realtà e ci offre, in questa mostra, risultati di grande qualità; di diversa levatura appaiono le cose di Pier Manca, artista che ha intrapreso un percorso, dopo gli inizi vicini al realismo impegnato di matrice guttusiana, francamente difficile da comprendere e ne da l’ennesima prova con i dipinti a collage qui proposti. Notevoli sono le tele astratte di Bruno Missieri in cui l’autore sembra ripensare alla pittura gestuale di Hartung proponendo comunque risultati significativi; ci sorprende il monumentale dipinto di Angelo Palazzini surrealistico e piacevole, altre sculture propone Franco Pizzi. Luigi Poletti espone due paesaggi cristallizzati e rassicuranti mentre Marco Sudati ci rasserena con opere festose e giocose. Enrico Suzzani propone un dipinto costruito con l’assemblaggio di diverse piccole tele che non sono altro che suoi appunti figurati di un viaggio alle isole Eolie; i dipinti di Luigi Timoncini sono l’espressione di una figurazione complessa e attenta; riconoscibili appaiono i dipinti di Togo carichi di forti colori che ci portano in luoghi lontani.
Arriviamo ora ad un dipinto, quello di Felice Vanelli, che rappresenta sicuramente il punto più basso di questa mostra, una gigantesca, almeno nel formato, “Resurrezione” realizzata con il solito manierismo a cui ormai, nostro malgrado, ci ha abituato da almeno due decenni; Abele Vadacca è presente con sculture dalle forme astratte e Alberto Venditti propone un dipinto figurativo con una frammentazione dell’immagine quasi a parer futurista. Conclude la mostra una scultura distrutta di Christian Zucconi espressione della quarta fase di un processo detto “Kenoclastico” che verrà svelato in maniera più completa in una mostra che si terrà nel 2010 al Castello Sforzesco di Milano.
Il pregio di questa seconda “Biennale d’arte di Lodi” è stato quello, a mio parere, di cercare di mettere a confronto la produzione di artisti locali con quella di altri che, per scelte e fortuna, hanno una visibilità più ampia; credo che questa possibilità offerta sia rara in Lodi dove tutti sono affannati a promuovere quasi sempre realtà locali e che raramente propongono confronti.















