Non sarò candidato

pdIn questi giorni sono uscite le liste per le elezioni provinciali di Lodi. Alcune persone si aspettavano di vedermi candidato e mi hanno chiesto le ragioni della mia assenza. Le scrivo qui, perché mi sembra giusto rendere conto pubblicamente, in maniera trasparente, anche nei confronti di chi mi ha sostenuto e di chi ha lavorato perché la selezione delle candidature del PD fosse fatta in maniera aperta e partecipata. Purtroppo non è stato così. Sono prevalse vecchie logiche. È mancato il coraggio di fare scelte che premiassero merito, competenza e capacità; il coraggio di applicare i criteri che ci si era dati e di costruire processi partecipati. Ancora una volta si è caduti nella trappola delle appartenenze, delle quote, con estenuanti bracci di ferro, chiusi nelle stanze delle segreterie. Anzi nemmeno nelle segreterie, ma in riunioni e a tavoli non previsti dai regolamenti e dagli statuti del PD. Documenti che pure erano, e sono, davvero innovativi nello scenario della politica italiana. Documenti che per la scelta delle candidature parlano di primarie e consultazioni democratiche, di incompatibilità per chi è già in altre assemblee elettive, di numero massimo (non più di 2) di mandati, di merito e competenza, di impossibilità di candidarsi per chi ha avuto condanne. Sarebbe bastato applicare questi criteri anche nel lodigiano, come è stato fatto in molti altre province, anche per contraddistinguere in positivo il PD rispetto a tutti gli altri partiti, non solo del centrodestra. Per questo, insieme ad altri, mi sono battuto. E continuerò a farlo nel PD per cercare di cambiare queste logiche della politica. Lo faccio nel PD perché continuo a reputarlo l’unico luogo possibile, che non sia di mera testimonianza, come ben scrive Ivan Scalfarotto (lo dice rispetto al tema della laicità dello stato, ma vale come idea di fondo: il rinnovamento non può che passare dal principale partito del centrosinistra). Lo faccio confortato nel vedere che ci sono altre persone, altre esperienze che continuano a credere e impegnarsi in questa direzione nel PD. Lo faccio sostenendo quei candidati che garantiscono il proprio impegno su questi temi. Tutti insieme cambieremo le cose.

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3 pensieri su “Non sarò candidato

  1. devastante ma normale: in politica non solo non si regala niente ma manco viene riconosciuto il valore. vige la cooptazione più spinta, soprattutto in tempi di vacche magre. che fare, continuare a frequentare le sterili e imbolsite segreterie politiche aspettando diligentemente il proprio turno o aspettare che passa la nottata? e a lodi, che spazio c’è per fare altro, da iscritto al pd?
    max

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